di Andrea Pistore
Corriere del Veneto, 31 marzo 2020
Anche al carcere Due Palazzi i detenuti impegnati nelle attività di lavoro cominceranno a produrre mascherine per proteggersi dall'emergenza Covid-19. A coordinare l'iniziativa è Legacoop veneto, alla quale aderisce anche la cooperativa Giotto che da sempre svolge attività di recupero di detenuti all'interno del carcere.
"Si tratta - spiega Adriano Rizzi, presidente di Legacoop veneto - di una vera e propria operazione di conversione della produzione nata in risposta all'appello unitario delle cooperative per quella che è diventata un'emergenza nell'emergenza nonché un fattore di criticità nel contrasto al propagarsi dell'epidemia". La mascherina prodotta dalla rete coop è in tessuto di cotone sottoposta a trattamenti anti-goccia e antimicrobici riutilizzabile fino a 100 volte dopo lavaggio e disinfezione.
Situazione di standby per le nuove Unità speciali di continuità assistenziale dell'Usl 6, che nei giorni scorsi ha arruolato 38 medici (tra cui l'ex ministro Cècile Kyenge) per controllare i pazienti positivi a domicilio: i camici bianchi hanno chiesto maggiori garanzie e un protocollo uniforme per le quattro sedi di Padova, Montegrotto, Este e Camposampiero, facendo slittare la firma del contratto.
Ieri, infine, uno studio del Bo e del Vimm ha chiarito che il diabete non aumenta il rischio di contrarre il coronavirus, ma che l'infezione aumenta il rischio di complicanze: per i medici quindi le persone con diabete "devono essere prudenti come e più del resto della popolazione".









