di Alberto Rodighiero
Il Gazzettino, 13 aprile 2021
Dopo il caso Messina Denaro, la maggioranza non riesce a far eleggere il proprio candidato: servirà una terza seduta. Colpi di scena a raffica ieri sera in consiglio comunale ma, alla fine, la maggioranza non è riuscita a eleggere Antonio Bincoletto (proposto da Coalizione civica) garante dei detenuti. A essere determinanti per la mancata elezioni, due voti nulli (probabilmente non casuali) e la più che probabile defezione del Movimento 5 Stelle.
Dopo "l'incidente" dello sorso 3 marzo quando, nel segreto dell'urna, un consigliere misterioso ha votato il super boss mafioso Matteo Messina Denaro, il parlamentino di palazzo Moroni (convocato straordinariamente in presenza) è andato nuovamente in tilt per l'elezione del Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale. Una seduta, quella di ieri sera, che ha registrato vari colpi di scena. Il primo è stata l'assenza del capogruppo di Forza Italia Roberto Moneta che aveva annunciato il suo sì a Bincoletto.
Ieri sera l'esponente forzista - che è anche avvocato - è rimasto bloccato in una caserma dei Carabinieri di Belluno per assistere un cliente e, quindi, non ha potuto partecipare alla votazione. Il vero coup de théàtre però, è arrivato attorno alle 19.30 quando Luigi Tarzia della Lista Giordani protagonista di un una vera e propria crociata - in nome della parità di genere - in favore di Maria Pia Piva e contro Bincoletto ha annunciato: "Voterò come il mio gruppo, anche perché, dopo l'atteggiamento tenuto da questa assemblea, Piva ha deciso di fare un passo indietro".
"La mia non è una scelta facile, anche perché quella di Bincoletto è una figura che crea divisione tra la direzione carceraria e le associazioni che seguono i detenuti - ha rincarato la dose. Purtroppo devo rilevare che Colazione civica sta condizionando in maniera insopportabile questa maggioranza". Una presa di posizione, quella di Tarzia, che non è estranea all'accoratissimo appello lanciato in aula dal sindaco Sergio Giordani.
"Il mio appello è rivolto a tutti - ha scandito il sindaco - La città ci guarda, rischiamo di fare una pessima figura. Un'altra seduta avrebbe solamente una conseguenza: buttare via soldi pubblici. Ve lo chiedo per favore, votate con coscienza". Un appello che, però, è caduto nel vuoto. Dalle urne (con voto segreto), infatti, sono usciti 19 voti per Bincoletto, 1 voto per Piva (probabilmente un esponente del centrodestra in vena di scherzi dopo l'exploit di Messina Denaro), 9 schede nulle e una scheda bianca riconducibile, probabilmente, al capogruppo del Movimento 5 stelle Giacomo Cusumano. Dal momento che per eleggere il Garante erano necessari 22 voti, tutto è rimandato al prossimo consiglio - sempre in presenza - quando, non sarà più necessaria la maggioranza qualificata, ma sarà sufficiente quella semplice.











