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Corriere del Veneto, 27 giugno 2026

La notizia non è ancora ufficiale. Anche perché il termine per presentare le candidature è mercoledì 8 luglio. Ma a meno d’imprevedibili sorprese, la magistrata (in pensione) Paola Cameran, dopo il lungo impegno in tribunale come pubblico ministero e giudice per le indagini preliminari, sarà il nuovo Garante cittadino dei detenuti. Finora, infatti, è l’unica ad aver risposto all’apposito avviso pubblicato dal Comune. E ieri, al carcere Due Palazzi, assieme alla direttrice della Casa di reclusione Maria Gabriella Lusi e all’assessora al Sociale, Margherita Colonnello, ha preso parte alla presentazione della relazione di fine mandato del Garante uscente, il professor Antonio Bincoletto, già insegnante di italiano in diverse scuole superiori di Padova e provincia, rimasto in carica per cinque anni.

Si è trattato, insomma, di un passaggio di consegne anticipato. Cameran, apertamente schierata per il No, tre mesi fa, alla vigilia del referendum sulla riforma della giustizia, si è occupata in carriera soprattutto di questioni riguardanti le malattie e le morti sul lavoro e la cosiddetta malasanità, come ad esempio quella delle “valvole killer”.

Il protagonista della mattinata al Due Palazzi, però, è stato il suo predecessore, che a febbraio scorso, intervenendo in consiglio comunale all’indomani del suicidio in cella di due detenuti in seguito all’improvvisa decisione di chiudere il reparto dell’alta sicurezza e spostarne i reclusi in altre carceri, aveva scandito: “Questi due tragici eventi avvenuti a poca distanza l’uno dall’altro devono interrogarci tutti sulle condizioni in cui versano i nostri istituti penitenziari”.

Nella relazione di fine mandato si legge che, dal 2021 ad oggi, il Garante uscente ha effettuato ben 2.200 colloqui con un totale di 718 detenuti, la maggior parte dei quali d’età compresa tra 30 e 60 anni, tra cui 33 ergastolani. Chiacchierate durante le quali sono stati affrontati aspetti legati in particolare alla salute (cure inadeguate e necessità di visite specialistiche), al lavoro (richieste d’aiuto per trovare un’occupazione una volta fuori) e alla vita all’interno del carcere (dimensione delle celle e rapporti tra reclusi e con gli agenti penitenziari).