di Alberto Rodighiero
Il Gazzettino, 26 febbraio 2021
La maggioranza rischia di spaccarsi anche sul garante dei detenuti. Nonostante la compagine che sostiene il sindaco Sergio Giordani abbia già trovato un'intesa sul nome di Antonio Bincoletto, ieri a sparigliare le carte ha provveduto il consigliere della lista Giordani Luigi Tarzia che ha lanciato il sasso in piccionaia: "Dal momento che di recente abbiamo votato il nuovo regolamento sulla parità di genere, questa è la volta buona per passare dalle parole ai fatti e, quindi di nominare una donna".
Mercoledì prossimo il Consiglio comunale si riunirà per votare il "garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale". A seguito del bando pubblicato dal Comune sono state dichiarate ammissibili 7 candidature (5 donne e 2 uomini). Di fatto, però, la maggioranza avrebbe già trovato un'intesa. Su "suggerimento" di Coalizione civica, infatti, a spuntarla sarebbe stato Bincoletto, scrittore, docente negli istituti superiori, con alle spalle corsi di Perfezionamento e di Alta formazione al Centro Diritti Umani dell'Università di Padova.
Non solo. Il "Garante in pectore" collabora con "Ristretti Orizzonti" la rivista bimestrale del carcere Due Palazzi. A mettersi di traverso, però, ieri ha provveduto Tarzia. "Ho esaminato i curriculum e inequivocabilmente il migliore per titoli e competenze per ricoprire questo delicato e complesso incarico è quello della dottoressa Maria Pia Piva - ha suonato la carica l'esponete della lista Giordani - Anche se sono sempre le competenze che accreditano e accrescono i ruoli nelle società, siamo in questo caso specifico di fronte a una netta prevalenza di curriculum con sensibilità femminile, una circostanza che non dovremo deludere.
La nomina, infatti, è un'occasione importante anche per quanto concerne la parità uomo/donna, tematica ribadita dal Presidente Draghi e ben evidenziata in città con il loro lavoro e la loro passione dalle componenti della commissione per le pari opportunità, le politiche di genere e i diritti civili".
"La parità di genere ha interessato i lavori dell'ultimo consiglio comunale con una discussione importante dentro e fuori dall'aula che ha coinvolto anche l'opinione pubblica e le diverse realtà cittadine patavine. Come ha ben detto la scrittrice padovana Antonia Arslan le donne si affermano per le competenze e i titoli e non in quanto donne e sono questi requisiti che devono guidarci e mai come in questa circostanza le competenze, facilmente riscontrabili nel curriculum della dottoressa Piva, sono indubbiamente le migliori e non sono confrontabili con quelle degli altri candidati".
"Questa nomina costituisce un'opportunità per l'implementazione delle politiche di genere. Si tratta infatti di una candidatura indipendente, non legata ad alcuno partito o movimento politico, in possesso di titoli di studio e di un curriculum strutturato e dettagliato. Il tutto unito ad un background formativo attinente alla delicatezza e alla complessità della funzione carceraria. Sono sicuro che anche il Pd padovano farà una riflessione accurata sul mio appello, visto anche quanto ha sostenuto in questi giorni il segretario nazionale Zingaretti rispetto alla parità di genere".











