di Roberta Polese
Corriere del Veneto, 31 gennaio 2021
Nella prima grande ondata della pandemia è stata un'ecatombe per i processi penali, anche a Padova: il 94% dei procedimenti è stato rinviato tra marzo e maggio, e quota del tutto simile - il 92% si è registrata tra maggio e giugno. E dopo una fase di ripresa autunnale - non senza difficoltà - il 2021 non è iniziato sotto i migliori auspici.
La presidente del tribunale Caterina Santinello sottolinea che oggi le cose stanno andando meglio, intanto però due giudici positive nel settore penale stanno paralizzando le udienze monocratiche e collegiali: ogni udienza viene procrastinata. "Purtroppo è così - spiega Santinello -. I giudici non si possono sostituire e purtroppo i rinvii accadono. Nel primo lockdown avevamo l'indicazione di mandare avanti i processi urgenti, adesso quest'obbligo non c'è più, ma facciamo i conti con l'epidemia". A complicare ulteriormente le cose è ovviamente quanto accade ai numerosi avvocati impegnati a Palazzo di giustizia, tra difficoltà a spostarsi o casi di contagio al virus, fatto che ovviamente consente lo stop per legittimo impedimento. E la stessa cosa vale per i detenuti.
È stato un anno funesto il 2020 per il settore giustizia sul quale pesava già una crisi strutturale. Se il settore civile ha potuto contare sulle udienze da remoto, che peraltro venivano usate anche prima della pandemia, nel penale l'accesso alle videocall è stato profondamente osteggiato dagli avvocati che intendono garantire ai loro clienti il processo in presenza, che assicura un giudizio più equo, passaggio ribadito questo anche dalle camere penali del Veneto in una nota diffusa ieri. "Nel processo civile c'è sempre stata più elasticità, perché se c'è un avvocato positivo e non può presentarsi, c'è sempre la piena disponibilità a fare udienze on line" spiega la presidente.
Eppure il personale amministrativo ce l'ha messa tutta per rende nella relazione della Corte d'appello - al fronte del permanere di problemi tecnici e della scarsa utilità del portale". Inoltre erano stati chiesti supporti per la verbalizzazione informatica delle udienze, cosa che consentirebbe di gestire personale aggiuntivo "ma nessuna risposta è arrivata a tale richiesta e non risultano in arrivo forniture hardware destinate alla realizzazione di questi progetti" si scrive nel documento.
Quanto al coordinamento interno tra giudici, la stessa corte d'appello afferma di aver realizzato proprio in questo periodo un gruppo Whatsapp con tutti i presidenti del tribunale. Anche a Padova funziona più o meno così: "Lo uso anche io, è uno strumento che consente rapidità per le comunicazioni urgenti - spiega la presidente - più spesso però per discutere usiamo Teams".
A tagliare la testa al toro sul fronte intasamento della giustizia è Leonardo Arnau, presidente dell'ordine degli avvocati di Padova: "L'unica cosa da fare sarebbe depenalizzare i reati bagatellari, o stralciarli. E invece i procedimenti aumentano sempre di più".











