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di Adamo Chiesa

lapiazzaweb.it, 3 novembre 2026

A Palazzo Moroni la presentazione ufficiale del progetto realizzato dalla cooperativa t-Essere Alternative insieme a Panaté. Il lavoro come strumento di formazione, riscatto e reinserimento sociale. È questo l’obiettivo del laboratorio di panificazione attivato nella Casa Circondariale di Padova, che lunedì 9 novembre, alle 16.30, sarà presentato ufficialmente alla città nella sede di Palazzo Moroni. L’iniziativa, operativa dallo scorso maggio, nasce dalla collaborazione tra la cooperativa sociale t-Essere Alternative e Panaté, impresa che coniuga la panificazione artigianale di qualità con l’inclusione lavorativa. Un progetto che mette in rete la cooperazione sociale locale e una filiera imprenditoriale nazionale, rafforzando il percorso avviato a Padova per promuovere il lavoro all’interno degli istituti penitenziari e favorire il ritorno delle persone detenute nella società.

Il laboratorio coinvolge attualmente sei detenuti e si inserisce in una rete di attività analoghe già presenti nelle carceri di Cuneo, Fossano, Torino, Rovigo e Genova, oltre che nel laboratorio esterno di Magliano Alpi. L’obiettivo è estendere progressivamente questo modello ad altri territori italiani, coinvolgendo nuove imprese e realtà della cooperazione sociale.

La presentazione si svolgerà nell’ambito dell’incontro pubblico “Padova aggiunge un posto al lavoro”, dedicato ai temi delle opportunità professionali, delle competenze e del futuro. Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cooperazione sociale e dell’imprenditoria. Tra gli interventi in programma quelli di Anna Michelotto, presidente di t-Essere Alternative, Davide Danni, fondatore e amministratore delegato di Panaté, e Filippo Giordano, professore ordinario di Economia aziendale all’Università Lumsa.

A completare l’appuntamento sarà la performance di Stand Up Coro sulle note di “Aggiungi un posto a tavola”, un momento pensato per richiamare il valore della collaborazione tra persone, istituzioni, cooperative e imprese nella costruzione di nuove prospettive per chi sta scontando una pena. Un’occasione per raccontare un’esperienza che punta a trasformare il lavoro in una concreta possibilità di acquisire competenze e guardare al futuro, anche oltre le mura del carcere.