Corriere del Veneto, 27 maggio 2021
Un corso per i detenuti che vogliono riprogrammare la propria vita. Il carcere Due Palazzi riprende le sue attività a sostegno dei detenuti, e lo fa con un mental coach che insegnerà a riprogrammare la loro vita, a guardare al futuro con qualche speranza.
Parole che suonano ridondanti, ma in realtà il processo appare più facile quando il futuro viene spezzettato in piccoli attimi: "Si comincia con il cambiare una piccola cosa, in un piccolo momento, una cosa semplice, e quando cambia lascia il segno".
Lo ha detto ieri durante un incontro di presentazione on line Tania di Giuseppe, psicologa sella Fondazione Patrizio Paoletti, che insieme all'università di Padova ogni settimana affronterà un corso che finirà a luglio con detenuti, funzionari, agenti e volontari attivi nella realtà carceraria. Patrizio Paoletti è un nome conosciuto, con la sua fondazione ha affrontato lo shock dei terremotati del 2016 nelle Marche, due anni dopo sempre lo stesso professionista ha coinvolto i residenti di Genova in un percorso di rielaborazione del lutto e del disagio dalla distruzione dopo la tragedia del Ponte Morandi. Le sue parole mirano a essere fonte di ispirazione per chiunque decida di affrontare un cambiamento.
Ad elaborare il progetto anche l'università di Padova con Francesca Vianello, professoressa associata di Sociologia del diritto, della devianza e del mutamento sociale. Sponsor dell'iniziativa la Fondazione Mediolanum. Ma il vero impulso per realizzare gli incontri è arrivato dal direttore del carcere Claudio Mazzeo (foto): "È stato complicato superare la pandemia, oggi siamo qui a pensare al nostro futuro, possiamo farlo ad ogni livello".
Il riferimento del dirigente è più che mai concreto: il Due Palazzi ha dovuto affrontare ben due situazioni di focolaio, il primo in ottobre 2020 (con un picco di 57 positivi), l'altro nello scorso aprile, quando i contagiati hanno sfiorato quota 100. Grazie soprattutto ai vaccini, l'emergenza è stata superata.











