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di Alberto Rodighiero


Il Gazzettino, 21 aprile 2021

 

"Sinceramente certe polemiche mi hanno lasciato sconcertato". Antonio Bincoletto, professore di Lettere in pensione del liceo Marchesi non nasconde il suo stupore per le accesissime polemiche che hanno accompagnato la sua designazione a Garante dei detenuti. Una tensione che ha costretto il presidente del consiglio comunale Giovanni Tagliavini a convocare, nonostante il Covid 19, per bene tre volte il parlamentino di palazzo Moroni.

Oltre al centrodestra, ad accusarlo di non essere equidistante rispetto alle associazioni che si occupano di detenuti e la direzione carceraria, è stato anche il consigliere della lista Giordani Luigi Tarzia. Lo stesso Tarzia che ha portato avanti, in nome della parità di genere, la candidatura di Maria Pia Piva. "Come prima cosa, mi dispiace che proprio per l'opposizione di un consigliere di maggioranza, la nomina del garante sia slittata di oltre un mese - ha esordito Bincoletto - Detto questo, mi rammarica che la mia nomina sia stata oggetto di una battaglia politica. Uno dei motivi che mi hanno spinto ad accettare la candidatura era proprio il fatto che non aveva una valenza politica. Evidentemente ho fatto male i conti".

"La questione dell'equidistanza, poi, non sta in piedi -ha continuato - È vero, in passato ho collaborato con associazioni di cui ho la massima stima penso, per esempio, a Ristretti orizzonti. Realtà di cui, però, non ho mai fatto parte. Di conseguenza sostenere che la mia figura sarebbe tutta sbilanciata in favore delle associazioni, non ha alcun senso. Per quel che riguarda la direzione carceraria, ho avuto modo di conoscere il vecchio direttore, il nuovo per esempio, non l'ho mai visto. In tutti i casi, il mio obiettivo è quello di collaborare con tutti nel massimo rispetto. Mi è dispiaciuto, poi, che la mia candidatura abbia sollevato polemiche sulla presunta violazione della parità di genere. Sinceramente certe dinamiche faccio fatica a comprenderle".

Polemiche a parte, il neo garante si è già messo al lavoro. "Ho parlato con le assessore Nalin e Benciolini - ha concluso. Prenderò contatti anche con gli altri Garanti, a cominciare dal quello regionale e, poi, naturalmente con tutte le realtà che si occupano di detenuti. Chiaramente la prima emergenza che va affrontata è quella epidemiologica. Mi risulta che all'interno dei Due Palazzi sia presente un focolaio di Covid 19, di conseguenza è assolutamente necessario intervenire per tutelare la salute di tutti e perché la situazione non si aggravi ulteriormente. Ribadisco che la mia intenzione è solo quella di lavorare nell'interesse delle persone detenute e in collaborazione con tutte quelle realtà che sono a stretto contatto con il mondo carcerario".