Ristretti Orizzonti, 19 marzo 2026
In relazione agli articoli pubblicati dalla stampa locale in queste ore, che chiamano in causa la cooperativa AltraCittà nell’ambito di una vicenda oggetto di indagine, riteniamo doveroso precisare alcuni elementi essenziali. Abbiamo letto titoli e ricostruzioni che parlano della nostra realtà in modo non corretto o impreciso. La persona citata negli articoli non è socio della cooperativa, non ha mai avuto ruoli di responsabilità, direzione o gestione e non “gestisce” in alcun modo la cooperativa. Si tratta di un lavoratore dipendente con mansioni operaie, privo di incarichi decisionali o di rappresentanza. La cooperativa AltraCittà si dichiara estranea ai fatti oggetto dell’indagine.
Qualora venissero accertate responsabilità, queste sarebbero esclusivamente personali e non in alcun modo riferibili alla cooperativa, alla sua governance, ai suoi soci o alla sua attività. Questa vicenda ci addolora profondamente. Ci addolora sul piano umano e ci preoccupa per il danno reputazionale che può produrre a una realtà che dal 2003 opera con serietà, continuità e trasparenza, costruendo all’interno del carcere di Padova centinaia di percorsi di reinserimento socio-lavorativo.
In un contesto particolarmente delicato e complesso come quello penitenziario, il lavoro rappresenta da sempre uno strumento concreto di dignità, responsabilizzazione, inclusione e riduzione della recidiva. Proprio per questo riteniamo necessario richiamare tutti a un principio di equilibrio e responsabilità. Si tratta, allo stato, di un’indagine e le persone coinvolte devono essere tutelate nel rispetto della presunzione di innocenza. Ogni accertamento definitivo compete esclusivamente all’autorità giudiziaria. Crediamo nella presunzione di innocenza, così come siamo pienamente consapevoli che, in ogni contesto umano e sociale, possano esservi comportamenti individuali gravi e contrari ai valori che ogni giorno promuoviamo.
Proprio per questo è importante distinguere con chiarezza tra eventuali responsabilità personali e il lavoro serio, verificabile e quotidiano di una cooperativa che da oltre vent’anni opera accanto alle istituzioni. Le attività trattamentali presenti nel carcere di Padova costituiscono un presidio fondamentale di legalità, rieducazione e coesione sociale.
Colpire indistintamente queste esperienze con rappresentazioni inesatte o semplificate significa danneggiare non solo la cooperativa, ma anche i lavoratori, i partner, le istituzioni coinvolte e soprattutto i percorsi di reinserimento che offrono opportunità concrete alle persone detenute. AltraCittà continuerà a svolgere il proprio lavoro con responsabilità e a collaborare con le istituzioni competenti, nella massima trasparenza e nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine.
Cooperativa AltraCittà
Padova 18/03/2026











