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Il Mattino di Padova, 19 giugno 2026

Antonio Bincoletto, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune, ieri, in un incontro svoltosi a Palazzo Moroni, ha tracciato il bilancio dei suoi cinque anni di attività. Bincoletto è infatti giunto a fine mandato. “Sono stati cinque anni difficili, a tratti complicati, che però mi hanno lasciato molto dal punto di vista umano”. Complessivamente, nel corso della sua attività, Bincoletto ha incontrato 750 persone e avuto circa 2.500 colloqui, una media di 500 all’anno. “Ho raccolto informazioni e una banca dati importante che metterò a disposizione del mio successore”, ha spiegato il Garante sottolineando le tre principali criticità con cui si è dovuto scontrare nel suo percorso a contatto con il carcere e la sua popolazione.

“La prima è la sanità che spesso viene considerata inadeguata. Per questo sono stati apportati una serie di miglioramenti interni. Il secondo punto è il lavoro; anche se Padova rappresenta una realtà virtuosa, con 150 detenuti impiegati in cooperative interne, però stiamo parlando di 150 persone su una comunità di 650 detenuti molti dei quali chiedono di lavorare”.

Il terzo punto critico, secondo Bincoletto è rappresentato dalle condizioni detentive: “Attualmente in carcere di Padova vive una situazione di sovraffollamento; ci sono infatti 200 persone più di quelle che dovrebbero esserci. Ci sono impianti fatiscenti che testimoniano le problematiche di una struttura che avrebbe bisogno di importanti manutenzioni”. Accanto alle criticità ci sono però anche i punti positivi “come il polo universitario con 50 iscritti e progetti come Ristretti Orizzonti”.