di Roberta Polese
Corriere del Veneto, 30 gennaio 2026
“Non faccio nulla di speciale: vado in carcere parlo con i detenuti, chiacchieriamo di tutto, credo che a loro serva proprio questo: essere ascoltati”. La ex professoressa Loredana Drago, padovana, ha 78 anni, fa volontariato da sempre, e da sei anni frequenta con costanza il Due Palazzi. Professoressa quando ha iniziato ad andare al Due Palazzi? “Cantavo nei “Coristi per caso”, facemmo uno spettacolo in carcere quando ho visto i detenuti tornare nelle loro celle, mi si è stretto il cuore, ho pensato alla vita lenta, ripetitiva che vivono, allora mi sono messa a disposizione del centro Ocv, operatori carcerari volontari”.
Che cosa fa lì?
“Vado in carcere una volta alla settimana a chiacchierare per due ore con chi vuole un colloquio con noi, parliamo della Nazionale, dei figli, dei piccoli lavori che fanno nelle sezioni in cui possono lavorare, il lavoro per loro è importante, dà un senso al loro tempo, così come avere dei colloqui con qualcuno che si interessa a loro è determinante”.
Conosceva Pietro?
“Sì lo conoscevo, ma non voglio parlare di lui: noi volontari sappiamo solo i nomi delle persone che abbiamo davanti, non ci vengono detti i reati che hanno commesso, non sappiamo nulla del loro passato”.
Qualcuno che ricorda in modo particolare?
“Ho conosciuto Donato Bilancia, l’esempio di come in carcere si possa cambiare in modo radicale, e di come possa funzionare un percorso riabilitativo, la differenza la fanno gli incontri che si fanno, le persone che ci danno una chance”.
A lei cosa lascia questa esperienza?
“Una immensa gratitudine, loro mi ringraziano quando me ne vado, ma sono io che non posso fare a meno di loro, mi restituiscono molto più di quanto io non dia”.











