di Francesca Visentin
Corriere del Veneto, 16 giugno 2024
La mostra “I segni dell’anima” a Palazzo Zucckermann. Le opere di detenuti e detenute delle carceri di Padova, Treviso e della Casa di reclusione femminile di Venezia, nella mostra I Segni dell’anima, che apre domani a Palazzo Zuckermann, a Padova. L’arte, insieme alla musica, si fa terapia, conforta, distrae, riempie di emozioni e speranza. I dipinti sono nati dall’ascolto di celebri pagine sinfoniche, un mosaico cromatico scaturito dalle note di Smetana, Ravel, Morricone, Debussy e altri. Il tema della mostra è la musica e le suggestioni dell’acqua. Le opere arrivano dal progetto del maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e divulgatore, che promuove nelle carceri l’ascolto della musica, che genera segni e narrazioni creative. I quadri di detenute e detenuti parlano di dolore, fallimento ma anche di emozioni e rinascita. La mostra I Segni dell’anima resterà aperta fino alla mattina di domenica 23 giugno (ingresso libero. Lunedì 10-13.30, martedì-sabato 10-19, domenica 10-13.30).
È realizzata con la curatela di Silvia Prelz, Maurizio Longhin e di Nicola Guerini, in collaborazione con Maurizio Bruno. Nelle tele, abissi, ma anche luci, un’esperienza immersiva nel colore attraverso la suggestione dei suoni. “La musica è linguaggio universale che insegna a riconoscere il patrimonio percettivo e emozionale - sottolinea Nicola Guerini. L’insegnamento più grande della musica è l’ascolto, che diventa esperienza individuale per nuovi percorsi di crescita consapevole”.
Evidenzia Maria Grazia Bregoli, direttrice della Casa di Reclusione femminile di Venezia: “Il carcere è uno spazio generalmente inteso come chiuso, ma che attraverso l’arte tende all’apertura dei mondi interiori infiniti di chi lo abita. Il progetto del maestro Guerini fa emergere la dimensione creativa, riscopre emozioni, crea bellezza, rigenera, alimenta la speranza di una nuova vita”. La provveditrice dell’amministrazione penitenziaria del Veneto, Rosella Santoro, fa notare: “È un intervento che riduce il disagio e la sofferenza delle persone detenute. Offre la possibilità di esprimere e comunicare sentimenti e emozioni attraverso note e pittura”. Il progetto di Guerini, sostenuto dal Rotary Club Verona, è diventato protocollo con il Provveditorato di Padova per 16 carceri del Triveneto.
L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, Musei Civici di Padova, con il patrocinio del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria del Triveneto, del Club per l’Unesco, il sostegno di Rotary Club Verona e Inner Wheel Club Padova (2 C.A.R.F.).









