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di Dimitri Canello

Corriere Veneto, 20 settembre 2022

La Polisportiva “Pallalpiede” in campo dopo 2 anni: “Esperienza unica”. In un momento particolarmente difficile per il carcere Due Palazzi, con la denuncia presentata da 164 detenuti relativamente alle condizioni disumane in cui verrebbero fatti vivere, la Polisportiva “Pallalpiede” è una storia e una squadra speciale da raccontare. Così come speciali sono i suoi giocatori, tutti carcerati alla ricerca di un parziale riscatto sociale proprio con la partecipazione per la nona stagione consecutiva al campionato provinciale di Terza Categoria.

La squadra ha ripreso a giocare dopo due anni di stop imposti dal Covid, forte della conquista per tre anni consecutivi della Coppa Disciplina come squadra più corretta del torneo: “Dopo un lungo periodo di stop a causa della pandemia - spiega la presidentessa Lara Mottarlini - siamo felici di ritornare a giocare e a dare ai nostri calciatori la possibilità di partecipare alla nostra nona stagione sportiva. Sin dall’inizio abbiamo sognato in grande, e ce l’abbiamo fatta. Siamo l’unica squadra di calcio di detenuti iscritta ad un campionato della Figc - Lega Nazionale Dilettanti.

Ringrazio tutte le istituzioni che fin da subito hanno creduto nel progetto, tutti i partner per il loro prezioso e indispensabile contributo. Un ringraziamento all’allenatore Fernando Badon che con la sua costanza e professionalità porta i ragazzi a giocare partite importanti”.

Fondamentale anche l’appoggio all’iniziativa della Figc Veneto guidata da Giuseppe Ruzza: “È un onore - commenta il numero uno federale della regione - sapere di essere attori di questa importante occasione. Una dimostrazione di come il calcio non inizia e non termina in novanta minuti all’interno di un campo di calcio, ma mette in pratica la vera inclusione sociale. Lo sport è sì divertimento ma non solo, è anche e soprattutto disciplina e rispetto per gli altri oltre che per se stessi. E questi elementi hanno un notevole rilievo ai fini dell’educazione e della formazione del singolo”. L’assessore allo sport del Comune di Padova Diego Bonavina è entusiasta: “Questo progetto è fantastico - ammette - ed è una formidabile occasione di riscatto sociale per persone che hanno sbagliato, ma che vanno aspettate e condotte verso nuovi obiettivi. Un magnifico messaggio di inclusione che ci onoriamo di portare avanti”. Un ruolo importante lo hanno avuto anche gli sponsor: “Crediamo fortemente afferma Fabio Campagnolo, Ceo di Cmp - che lo sport sia un’attività in grado di unire le persone svolgendo in molti casi un ruolo sociale che aiuta alla condivisione e all’integrazione. Il progetto Pallalpiede fa dello sport tutto questo, oltre ad essere un percorso rieducativo e un’occasione di riscatto per questi ragazzi”.