sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

padovaoggi.it, 4 luglio 2025

Il Garante delle persone private o limitate nella libertà personale del Comune di Padova, Antonio Bincoletto, si fa portavoce di un appello molto importante. Da un sondaggio che in questi giorni il garante ha promosso assieme alle associazioni del volontariato, nella Casa di reclusione risulterebbero necessari circa 150 ventilatori da fare avere a persone incapienti in modo da consentite loro di sopportare il caldo estremo di questi giorni.

“Abbiamo chiesto donazioni in tal senso ad associazioni professionali e speriamo arrivino presto i fondi necessari, ma approfittiamo per chiedere ad enti e privati di buona volontà di effettuare versamenti agli Istituti di reclusione di via Due Palazzi con causale “ventilatori per incapienti”, affinché si riesca a fronteggiare perlomeno questa emergenza climatica, che si somma alla difficile situazione in cui versano da tempo le nostre carceri”, scrive Bincoletto.

“Il presidente Mattarella ci ricorda periodicamente che esiste un’emergenza carcere, dovuta al sovraffollamento, ai suicidi, alla scarsità di personale, alle inadeguatezze del sistema dell’esecuzione penale, che fatica a svolgere compiutamente la funzione costituzionale affidatagli. Dopo la morte di papà Francesco è rimasto lui e pochi altri (fra questi i garanti) a tenere viva l’attenzione e a lanciare l’allarme. Purtroppo rimaniamo in buona parte inascoltati dai politici che dovrebbero intervenire, troppo intenti a negare l’evidenza e a cavalcare l’imperversante ondata di populismo pan-penalistico e pseudo-securitario”, sottolinea amaramente il garante.

“Bisogna entrare nel carcere per capire l’emergenza, toccandola con mano. Come sta succedendo a Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ora detenuto a Rebibbia, il quale sta vivendo da dentro la realtà del nostro sistema di esecuzione penale, e ne denuncia quotidianamente i paradossi, le lentezze, le inadeguatezze”, dice facendo riferimento alla strettissima attualità.

“Non bastassero il crescente sovraffollamento (abbiamo superato il 133% di presenze rispetto ai posti disponibili), il tasso di suicidi 20 volte superiore rispetto a fuori (dall’inizio dell’anno 38 persone recluse, oltre a tre agenti, si sono tolte la vita nelle nostre carceri), a rendere ancora più invivibile la detenzione ora giunge, con notevole anticipo e livelli di temperature mai raggiunte prima, l’ondata di caldo soffocante”, sottolinea ancora.

Padova non fa eccezione, come fa notare Bincoletto: “Come in tutti gli istituti penali, anche nella Casa di reclusione di Padova si boccheggia. I locali dotati di aria condizionata sono pochi. Nei blocchi, dove i detenuti passano buona parte della giornata, l’unica stanza accessibile ai reclusi dotata di climatizzatore è la “saletta della socialità”, che però attualmente chiude alle 16, dopodiché le persone detenute devono rimanere chiuse nelle loro celle, dove possono disporre di un ventilatore solo se le loro condizioni economiche gli consentono di comperarlo. Un ventilatore regolamentare è acquistabile in carcere per 28€, ma molti ristretti non dispongono di tale cifra, non se lo possono permettere. E la pressione cresce, perché oltre al caldo ci sono gli odori e gli insetti che, con l’aumentare della temperatura, si diffondono e imperversano, nonostante le pulizie e le disinfestazioni periodiche”.