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di Davide D’Attino

Corriere del Veneto, 29 settembre 2026

L’opposizione contesta l’iter: “Una sola candidatura per un ruolo così importante”. Unica candidata ad aver risposto all’avviso pubblico di Palazzo Moroni, scaduto l’8 luglio scorso, avrebbe dovuto essere ufficialmente eletta ieri sera. Ma Paola Cameran, 68 anni, magistrato padovano in pensione, già sostituto procuratore generale prima a Trieste e dopo a Venezia, nota soprattutto per le inchieste sulle malattie da amianto legate alle ex Officine Meccaniche Stanga, sulle cosiddette valvole killer impiantate all’ospedale di via Giustiniani e sul doping nel ciclismo, dovrà pazientare ancora qualche settimana prima di diventare, a meno di improbabili (ed eventualmente clamorosi) dietrofront, il nuovo garante cittadino dei detenuti.

La sua nomina, che era appunto in programma ieri sera in consiglio comunale, è infatti stata stoppata (poi si vedrà se temporaneamente o meno) dagli esponenti del centrodestra che, alcuni astenendosi, altri invece uscendo dall’aula, hanno reso impossibile il raggiungimento del voto favorevole da parte dei due terzi dei componenti della stessa aula.

Un criterio, questo, stabilito dall’apposito regolamento modificato appena 7 mesi fa. Tutto, dunque, rimandato alla prossima seduta, quando comunque servirà la maggioranza assoluta. Altrimenti, bisognerà aspettare quella successiva, nella quale basterà la maggioranza semplice, cioè calcolata esclusivamente sui consiglieri presenti. Ma perché l’opposizione ha deciso di mettere i bastoni tra le ruote alla designazione di Cameran?

Non tanto, par di capire, per motivi ideologici (il magistrato ha fatto campagna per il No al referendum sulla giustizia dello scorso marzo), quanto piuttosto per ragioni di merito. “Tale è la sicumera che quello che stabilisce la maggioranza debba sempre essere approvato senza alcuna discussione - ha infatti attaccato il capogruppo di FDI, Matteo Cavatton - che il soggetto di cui stiamo parlando già figura, con il titolo di garante dei detenuti del Comune, tra i relatori di un convegno organizzato il prossimo 2 ottobre al Circolo ufficiali di Prato della Valle (Cameran, venerdì pomeriggio, assieme al presidente dell’ordine degli avvocati, Francesco Rossi, prenderà effettivamente parte alla presentazione del libro “Caro parlamento” scritto dall’ex Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, ndr). Peccato però che, nella migliore delle ipotesi, la sua elezione arriverà soltanto tra un mese”.

“Detto questo - ha poi aggiunto l’esponente meloniano - mi chiedo perché, per ricoprire un ruolo così importante, sia giunta solo una candidatura. È forse stata data poca pubblicità all’avviso? E per quale motivo non si è deciso di riaprire i termini e consentire una più ampia partecipazione?”.

Interrogativi, quelli di Cavatton, rivolti in primis all’assessora al Sociale, Margherita Colonnello, proponente della delibera in questione. Da registrare, a margine, un vivace scontro verbale tra Elena Cappellini (FDI) e Chiara Gallani (Coalizione civica) sull’eventuale costruzione di una grande moschea in città. Cosa che ha costretto il presidente Antonio Foresta ad interrompere la seduta per 10 minuti.