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di Gabriele Fusar Poli

Corriere del Veneto, 25 giugno 2025

Dal Due Palazzi è arrivato il paziente numero uno in Medicina Protetta. Ostellari: “Ridotto il rischio di fuga”. Sebbene pronto da inizio 2020 non era mai stato utilizzato, per svariati motivi. Almeno fino a ieri, quando nel reparto di Medicina protetta dell’azienda ospedaliera è stato ricoverato il primo detenuto proveniente dal carcere Due Palazzi. A darne notizia Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, il quale ha sottolineato: “L’obiettivo, tanto atteso dagli agenti di polizia penitenziaria e dai loro rappresentanti sindacali, è stato raggiunto grazie a un proficuo dialogo fra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e l’assessorato regionale alla Salute, guidato da Manuela Lanzarin. L’inaugurazione della sezione, specializzata nella cura dei reclusi, consentirà di alleviare le fatiche degli agenti, riducendo il numero dei trasferimenti e dei piantonamenti in ospedale, e garantirà più sicurezza a tutti i cittadini, limitando al minimo le occasioni di promiscuità e pure eventuali opportunità di fuga”.

La genesi del reparto è stata “particolare”: realizzato al piano terra della palazzina di Malattie infettive e pressoché ultimato - al termine di importanti lavori di ristrutturazione - nei primi mesi del 2020, doveva essere inizialmente attivato il primo aprile di cinque anni fa, ma con l’avvento del Covid-19 era stato riconvertito in fretta e furia in area triage per i pazienti positivi al virus. Non solo: nelle successive fasi della pandemia è stato attrezzato per diventare prima la sede principale per sottoporre a tampone gli utenti esterni, poi come spazio designato alla somministrazione della terapia infusionale con farmaci monoclonali ai pazienti complessi.

L’inaugurazione ufficiale si era tenuta nel settembre 2022, in seguito alla stesura del protocollo operativo congiunto firmato da Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell’azienda ospedaliera, e da Maria Milano Franco d’Aragona, direttrice del Prap, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. Ma nonostante questo passaggio formale il reparto di Medicina Protetta non aveva ancora ospitato alcun detenuto. Nell’area dedicata ai reclusi che non necessitano di cure ad alta intensità trovano spazio due stanze di degenza (ciascuna da tre posti letto e con bagno in camera), una guardiola e un locale attrezzato per il personale di polizia penitenziaria. Oltre a un locale sanitario dedicato al personale d’assistenza e un altro in cui potranno essere svolti i colloqui dei detenuti.