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di Rashad Jaber

Corriere del Veneto, 17 giugno 2022

Tensione dopo il decesso per protestare sulle condizioni di vita. Un detenuto è morto nel carcere dei Due Palazzi, nonostante i vani tentativi di soccorrerlo. La vittima è un uomo, nemmeno trent’enne, di origini nordafricane, che secondo le prime indiscrezioni avrebbe ingerito diversi farmaci che lo avrebbero in breve tempo condotto alla morte. Era rinchiuso al quarto piano della Casa di Reclusione di Padova, dove in molti sia tra i compagni di braccio che tra gli agenti della polizia penitenziaria hanno subito dato l’allarme e tentato di prestargli almeno un primo soccorso, purtroppo invano.

Dopo la notizia della morte dell’uomo, nel carcere è iniziata una protesta dei detenuti, già esasperati per le condizioni sempre più precarie della reclusione, che hanno reagito con rabbia alla tragedia tra le mura del carcere del capoluogo euganeo. Gli agenti di polizia penitenziaria sono riusciti a riportare la situazione alla calma solamente intorno alla mezzanotte.

Sulle dinamiche che hanno portato al decesso del giovane è ora al lavoro la procura di Padova, che ha ufficialmente aperto un fascicolo d’inchiesta su quali farmaci o sostanze abbiano materialmente causato la morte del detenuto, chi sia riuscito a fornirgliele sin dentro le mura del carcere e soprattutto se sia da imputare ad un’overdose accidentale o se si sia trattato piuttosto di un suicidio.

La tensione nel carcere di Padova è tanto alta quanto palpabile: già poco più di un mese fa un detenuto di origine tunisina aveva appiccato un fuoco nella propria stessa cella, rimanendo gravemente ferito e provocando un’intossicazione da fumo ai tre agenti intervenuti per trarre in salvo gli altri quattrodici carcerati presenti al momento del rogo.

“Sono momenti che non vorremmo mai dover vivere commenta Leonardo Angiulli, segretario dell’unione dei sindacati di polizia penitenziaria del triveneto - purtroppo questa volta non siamo riusciti a intervenire prima che succedesse l’irreparabile, nonostante gli agenti abbiano reagito con prontezza. Per il momento non riteniamo sia opportuno rilasciare altre dichiarazioni, abbiamo completa fiducia nel l’attività della procura che sicuramente farà piena luce su quanto accaduto”.