di Mattia Cecchini
dire.it, 16 aprile 2026
Lo costruiranno i detenuti per accogliere i felini che non possono tornare alle colonie o trovare una casa. Il Comune stanzia i soldi, i veterinari ringraziano. Un rifugio per gatti al carcere di Padova: una struttura per ospitare almeno 60 felini, in particolare gatti adulti con problemi sanitari che non possono tornare alle colonie feline o non possono essere adottati; una struttura organizzata con spazi adeguati agli animali al personale e agli interventi veterinari. Il tutto grazie ad una collaborazione fra Comune di Padova, direzione del carcere, Servizi veterinari dell’Ulss 6 e l’associazione Granello di Senape. Conclusa la progettazione tra istituzioni e terzo settore, lunedì il Consiglio comunale discuterà la variazione di bilancio che stanzia le risorse per realizzare il rifugio e metterlo in funzione: circa 280.000 euro per la prima struttura di questo tipo che ‘risolve’ la gestione a dei gatti randagi e offre un’occasione “preziosa” di volontariato, tirocinio o altre forme di lavoro in carcere.
A Padova ci sono circa 80 colonie feline e circa 800 gatti monitorati da volontari, mancava un rifugio per mici. Si concretizzerà con fondi dell’amministrazione. Nella costruzione del rifugio il carcere e i detenuti saranno coinvolti a seguito di percorsi professionalizzanti. “Recuperiamo più di 200 gatti all’anno, la maggior parte dei quali hanno lesioni che impediscono la vita libera, magari a seguito di incidenti. Per questi animali il periodo di ricovero può essere lungo e trovare qualcuno disposto a prendersene cura o a prenderli in affido non sempre è possibile. Lavorare in sinergia con le amministrazioni, che non sono obbligate da alcuna legge a fare investimenti di questo tipo, che comportano ingenti quantità di risorse, è per noi molto importante. Questo progetto evidenzia una sensibilità per la quale un ringraziamento è doveroso”, dice Aldo Costa, direttore Servizio Veterinario di igiene urbana dell’Ulss 6.
La direttrice della casa circondariale Maria Gabriella Lusi commenta: “L’adesione a questo progetto è stata immediata da parte nostra: lo abbiamo fatto con convinzione perché un’oasi felina nelle nostre strutture risponde ai nostri obiettivi di educazione pedagogica e rappresenta un’ulteriore possibilità per i detenuti”. Prendersi cura degli animali e curare la relazione con loro, aggiunge, “favorisce l’insegnamento della cura e in questo senso il progetto coniuga la necessità di soddisfare un’esigenza pubblica e collettiva con quella dei singoli detenuti che beneficeranno di questa attività”. Parla di “progetto concreto che risponde a esigenze diverse partendo dalla cura”, anche l’assessora alle Politiche sociali Margherita Colonnello. “Prendersi cura degli animali fa bene anche alle persone e questo credo sia il valore aggiunto di questo lavoro al quale il nostro Settore Ambiente ha dedicato impegno e passione con l’obiettivo di migliorare la gestione e le risposte ai bisogni dei nostri animali”, fa eco l’assessore all’Ambiente Andrea Ragona.
“Impiantare un’oasi felina nelle nostre strutture rappresenta un beneficio a favore di entrambe le istituzioni” e abbiamo in programma nel medio periodo anche la realizzazione di un ricovero per cani. Quest’iniziativa conferma la vocazione della città di Padova come città solidale e innovativa, che si occupa dei più fragili”, dice il direttore della casa di reclusione Anastasio Morante. Infine, Francesca Rapanà (Granello di Senape), conclude osservando che l’iniziativa è “importante anche per riavvicinare il carcere, che è anche fisicamente lontano, alla città con servizi per la città. Un progetto innovativo”.











