di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 25 gennaio 2025
Da marzo il carcere di massima sicurezza di Padova arriverà ad accogliere 650 detenuti. Nella mattinata di ieri è stato inaugurato un nuovo reparto di detenzione all’interno del carcere Due Palazzi. “Nuovo” solo in parte, in realtà, in quanto è stata restaurata un’ala già esistente ma che ora risulta completamente rinnovata e in grado di ospitare 50 detenuti. Talmente “moderne” e dotate di comfort da non sembrare, a prima vista, delle celle. Se non fosse per le dimensioni ridotte, ma comunque vivibili: nella mattinata di ieri è stato inaugurato un nuovo reparto di detenzione all’interno della Casa di reclusione Due Palazzi di Padova.
“Nuovo” solo in parte, in realtà, in quanto è stata restaurata - nel giro di circa un anno - un’ala già esistente ma che ora risulta completamente rinnovata e in grado di ospitare 50 detenuti. Basta fare un giro in una delle celle per capire come i lavori siano stati eseguiti nel rispetto dei reclusi: un letto a una piazza (ma in caso di necessità potrebbe essere sostituito con uno a castello), una televisione, una mini-cucina con lavandino e fornello a induzione e un bagno “privato” con box doccia. Sempre ieri è stato inaugurato anche un nuovo reparto sanitario che, grazie alla costante presenza di personale medico e sanitario dell’Usl 6 Euganea, saprà rispondere con ancor più puntualità alle esigenze dei detenuti senza necessariamente costringerli ad uscire dal carcere e riducendo così la possibilità che si creino situazioni “pericolose”.
A presenziare alla cerimonia il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Ostellari che, da padovano, plaude all’apertura del nuovo reparto: “Con questi 50 posti diamo una prima risposta al problema del sovraffollamento delle case di reclusione, che per qualcuno dovrebbe essere “semplicemente” risolto con formule come gli indulti o altri provvedimenti. Questa nuova ala permetterà quindi di aiutare anche i settori più in sofferenza, ma è solo la prima di una serie che verranno inaugurate nei prossimi mesi in tutto il Triveneto.
Si fa un gran parlare di “svuota-carceri”, ma non sono soluzioni che premiano perché così non facciamo il bene né dei detenuti né delle nostre comunità. Preferiamo investire su spazi adeguati e sugli unici strumenti di vera rieducazione di chi deve scontare la propria pena per abbassare nel contempo la recidività dei reati visto che, chi impara qualcosa all’interno di istituti come quello di Padova, quando esce non delinque più”. Aggiunge Ostellari: “Sia chiaro che nessuno vuole abbandonare la strada delle misure alternative, anzi le potenzieremo, ma fare uscire qualcuno scontandogli la pena più del dovuto significa non garantirgli un adeguato reinserimento sociale”.
Il sottosegretario affronta anche l’argomento “zone rosse”, particolarmente d’attualità all’ombra del Santo: “Non mi risultano in merito attriti tra la Questura e il Comune di Padova: è un tema che il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica saprà risolvere. Noi attendiamo ogni decisione con la massima serenità con la convinzione che sia necessario alzare il livello di attenzione”.
Il saluto finale è spettato a Claudio Mazzeo, che a inizio febbraio lascerà la poltrona di direttore del carcere di Padova: “Sono stati sette anni belli e soddisfacenti, che concludo con orgoglio con l’inaugurazione di questa ala, che rispetta i dettami della Comunità Europea e alla cui ristrutturazione hanno lavorato anche alcuni detenuti. A oggi abbiamo 555 persone recluse al Due Palazzi, ma con l’apertura di questo settore e dell’altro, che verrà completato a marzo, raggiungeremo i circa 650 posti letto, con l’obiettivo di puntare a migliorare ulteriormente le condizioni dei nostri detenuti”.










