Il Gazzettino, 27 dicembre 2020
Gli agenti della Polizia penitenziaria, in forza alla Casa di reclusione Due Palazzi, si sono stretti attorno al loro comandante di reparto finito sotto "processo" da parte del provveditorato dell'amministrazione penitenziaria.
Secondo l'accusa avrebbe trasferito un detenuto di origine magrebine alla Casa circondariale di Belluno, senza sottoporlo prima al tampone per verificare se fosse infetto da Covid-19.1 poliziotti in un comunicato congiunto fanno sapere che: "Tutto il personale di polizia penitenziaria in servizio alla Casa Reclusione di Padova, in questo momento difficile manifesta il proprio sgomento ed è a fianco al proprio Comandante di Reparto, che in questi giorni difficili per tutti è stato oggetto di una ingiusta e inappropriata contestazione di addebiti da parte del Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria di Padova.
La "colpa" imputata al Comandante di Reparto della C.R. di Padova, sarebbe stata quella di aver messo in partenza il detenuto privo di tampone Covid-19 come da protocolli sanitari regionali, quando in realtà un detenuto non può essere trasferito ad altro istituto se non viene rilasciata la certificazione sanitaria che attesti la sua idoneità al trasferimento e poi esiste una sorta di protocollo tra le varie sanità penitenziarie in Veneto che, previo accordi tra i dirigenti sanitari di sanità penitenziaria, un detenuto può essere trasferito ad altro istituto anche se non ha eseguito il tampone. Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene che la suddetta contestazione sia inappropriata".











