di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 24 giugno 2025
“In campo siamo solo giocatori”. “Siamo di fronte ad un esempio di grande valore sociale, prim’ancora che sportivo, che andrebbe esportato in tutte le carceri italiane. D’altronde, al di là dell’aspetto della competizione, il calcio e lo sport in generale sono da sempre considerati una grande palestra di vita, perché rappresentano un’occasione per conoscere tante esperienze diverse. E tutte le diversità, a cominciare da questa, particolarmente difficile ed impegnativa, costituiscono un arricchimento”.
Non sono sembrate le consuete parole di circostanza quelle pronunciate ieri pomeriggio, nell’auditorium del Due Palazzi, dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete (già a capo della Figc), in merito al fenomeno di Pallalpiede, la squadra di calcio dei detenuti della casa di reclusione padovana che, dal 2014, milita nel campionato di Terza Categoria, reduce dalla vittoria dell’ottava Coppa Disciplina (quella che si aggiudica chi riceve meno ammonizioni ed espulsioni) in undici stagioni. Quella guidata da Lara Mottarlini, vera e propria anima di un progetto subito condiviso da Giuseppe Ruzza, timoniere del comitato veneto Lnd-Figc, è una realtà pressoché unica nel suo genere, ad oggi imitata soltanto dalla Libertas Stanazzo, il team di calcio a cinque dei reclusi del carcere di Lanciano (Chieti) iscritto alla serie D abruzzese.
E proprio i ragazzi di Pallalpiede e Stanazzo sono i protagonisti del cortometraggio “Sopra la barriera”, realizzato dalla Bonfire Agency di Roma e proiettato ieri in anteprima al Due Palazzi, alla presenza (tra i tanti) della direttrice Maria Gabriella Lusi, dell’assessore allo Sport, Diego Bonavina, e dell’ex calciatore (di Udinese, Lazio e Juventus) Giuliano Giannichedda, ora commissario tecnico delle rappresentative nazionali dilettanti under 18 e under 19. “Non vediamo l’ora - racconta nel video un detenuto del carcere padovano - che arrivi il sabato per scendere in campo e affrontare le squadre che vengono da fuori. In quel momento, ci dimentichiamo di tutto quello che c’è qui dentro: siamo giocatori e basta”.
E un altro si commuove: “Grazie a questo progetto, riusciamo a stare assieme in un modo sano e, quando corriamo dentro quel rettangolo verde, ci sentiamo liberi”. I ragazzi allenati da Ferdinando Badon non sono però (ancora) liberi di andare in trasferta. Disputano infatti tutte le partite in casa. Ma a breve, chissà, potrebbero uscire dal Due Palazzi.
Magari per un’amichevole. Anche solo per novanta minuti. E diciamo che più di qualcuno sta già da tempo lavorando per raggiungere quest’obiettivo. “La cosa più importante - ha evidenziato la direttrice Lusi è il percorso. Se poi viene pure il risultato, tanto meglio”. E l’assessore Bonavina, rivolto ai ragazzi di Pallalpiede, ha concluso così: “Sappiate che il Comune e tutta la città sono molto orgogliosi di voi”.











