padovaoggi.it, 22 febbraio 2025
A Roma il Coordinamento Carcere Due Palazzi a confronto con Capo del Dap e Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento: “Un dialogo importante, alcuni impegni presi, la volontà di affrontare apertamente le tante criticità”. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi della Casa di Reclusione di Padova ha incontrato a Roma, lo scorso 18 febbraio, il Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele e il Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento, Ernesto Napolillo. L’appuntamento era stato chiesto a seguito del repentino trasferimento, dopo anni di attività rieducative, realizzate dal Terzo settore in stretta collaborazione con l’istituzione, delle 22 persone detenute di Alta Sicurezza e il conseguente drammatico suicidio di uno di loro, Pietro Marinaro.
Oltre a questo tema il Coordinamento ha posto il problema della progressiva trasformazione negli ultimi anni della Casa di Reclusione di Padova da istituto innovativo nell’ambito della rieducazione a istituto con detenuti con fine pena brevi e scarsa possibilità di investire risorse sul lungo periodo.
Al Coordinamento Carcere Due Palazzi, che raggruppa da oltre dieci anni le associazioni e cooperative del Terzo settore attive in istituto, sono stati dedicati tempo e attenzione e il confronto è stato ricco e intenso. Il Coordinamento ha documentato attraverso schede dettagliate i percorsi rieducativi di anni di attività di ogni singola persona dell’Alta Sicurezza trasferita: molti, tra l’altro, usufruivano di permessi premio e avevano avviato percorsi di lavoro e impegno all’esterno. Il tema Alta Sicurezza è stato affrontato a partire dai casi singoli, ma in modo strutturale: rispetto al numero esorbitante, in tutta Italia circa 9800, di detenuti di Alta Sicurezza ci si è confrontati su come sia importante andare a fondo della questione delle de-classificazioni da detenuti Alta Sicurezza a “detenuti comuni”, anche alla luce della relativa disattesa circolare del 2015.
Da questo punto di vista è emersa l’ipotesi importante di attivare un tavolo di lavoro congiunto sul tema delle declassificazioni tra DAP e Terzo settore, con il coinvolgimento della Direzione Distrettuale Antimafia. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi si è impegnato a monitorare e segnalare le situazioni delle persone trasferite per le quali da tempo si era avviato un percorso di inserimento nel territorio. Inoltre si verificherà quali possibilità di trattamento offrano le realtà in cui sono state trasferite. Il confronto ha previsto la possibilità di segnalare eventuali richieste dei detenuti AS trasferiti di essere ubicati in sezioni AS di istituti più conformi alle esigenze familiari e/o di coinvolgimento sociale pregresso.
Per quanto riguarda il tema del rischio di un progressivo snaturamento della Casa di Reclusione di Padova, tema condiviso dalla Polizia Penitenziaria e dall’area educativa sulle cui spalle ricade il peso delle conseguenze sul campo degli attuali inarrestabili processi di ‘riempimento’ delle carceri italiane, vi è stato accordo sull’importanza di favorire, in sostituzione delle persone AS trasferite e più in generale, l’accesso alla Reclusione di persone con fine pena consistente, inseribili in attività rieducative di lungo periodo, che rendono la Casa di Reclusione un “modello di rieducazione” a livello nazionale.
Da ultimo il Coordinamento ha fatto presente al Capo del Dap anche il tema delle gare per l’affidamento degli spazi per le attività trattamentali, che così come impostate non valorizzano la vocazione sociale delle realtà del Terzo settore. E’ stata prospettata l’ipotesi che a breve ci saranno modifiche legislative che introdurranno criteri di valorizzazione delle realtà già presenti da anni negli istituti con attività documentate e svolte con successo e serietà. L’incontro si è concluso con un impegno a raggiungere gli obiettivi su cui c’è stato confronto e a continuare nel dialogo.
“A Roma siamo andati come Coordinamento. Circa il percorso dei detenuti di Alta Sicurezza quello che abbiamo voluto testimoniare è importante: in questi anni abbiamo capito che le persone del circuito alta sicurezza (i più gravi reati associativi) cambiano non se restano “tra di loro” isolati dal...resto del mondo, ma quando si confrontano con la vita reale. Un esempio importante, che abbiamo raccontato a Roma, è quando nel progetto scuola le persone di alta sicurezza dovevano rispondere alle domande, dure e senza filtri, degli studenti sul loro passato criminale: lì le persone detenute entravano davvero in crisi e imparavano a guardarsi dentro”, commentano proprio dal Coordinamento. “Questo era vero cambiamento, così come essere attivi e a contatto con volontari e operatori del Terzo settore nei diversi laboratori. L’isolamento degli AS (a cui si sta tornando in tutt’Italia) non ha mai creato processi di presa di coscienza, stando tra loro perpetrando la cultura degli ambienti nei quali si è svolta la loro storia di reati”, ricordano ancora una volta. “Il Coordinamento Carcere Due Palazzi non rivendica il significato e il ruolo della Casa di Reclusione (a cui affluiscono sempre più persone con fine pena vicino) per mantenere una posizione di privilegio ma per preservare il significato e gli spazi della rieducazione, in una fase in cui questi spazi vengono cancellati per rispondere alla necessità di ‘spazio fisico’ per il sovraffollamento, continuamente incrementato dai decreti sicurezza”.










