di Silvia Moranduzzo
Il Gazzettino, 13 gennaio 2021
Sono 5 gli agenti di polizia penitenziaria positivi, a cui si aggiunge un detenuto del Due Palazzi, stando agli ultimi dati diffusi dal Ministero della Giustizia. Se la situazione a livello di numero di contagi all'interno della cittadella carceraria appare sotto controllo, la pentola a pressione si va scaldando e potrebbe scoppiare. Il nodo della questione sta nel vaccino che dovrebbe varcare le sbarre della prigione solo a luglio, in piena estate. Troppo tardi, secondo i sindacati che temono lo scoppio di disordini all'interno del carcere.
"In questo momento la situazione non è grave all'interno del Due Palazzi dice Gianpietro Pegoraro, Cgil Penitenziaria Se la confrontiamo con Venezia (9 agenti e 45 detenuti positivi) e Vicenza (1 agente e 28 detenuti positivi) siamo messi meglio. C'è una grande attenzione al protocollo, i dispositivi non mancano e tutti seguono le regole con dovizia. È altro che crea tensione, cioè la data delle vaccinazioni stabilita per luglio. Abbiamo scritto anche una lettera al presidente della Regione Luca Zaia, perché un carcere è una realtà particolare e semmai dovrebbe essere terzo, venire quindi dopo il personale sanitario e le Rsa, assieme alle forze dell'ordine".
A Padova finora si è riusciti a mantenere la tensione e la paura sotto controllo, ma la bomba può scoppiare in qualunque momento.
Il 17 dicembre morì di Covid-19 il serial killer Donato Bilancia, all'età di 69 anni. Bilancia rifiutò le terapie, si ipotizza perché non ne potesse più della reclusione e fosse attanagliato dai rimorsi, e si è spento per complicanze dovute proprio al coronavirus, che in un luogo come il carcere è facile si propaghi velocemente vista la vicinanza tra i detenuti.
Secondo i sindacati, nonostante tutte le precauzioni che si possono prendere, la vita in carcere ha delle particolarità che la rendono pericolosa.
"I detenuti si vedono condannare non una ma più volte continua Pegoraro Oltre alla condanna stabilita dal tribunale rischiano di ammalarsi e non possono nemmeno più lavorare o partecipare a quelle attività formative che hanno l'obiettivo di rieducare il reo. Ma anche noi che nel carcere ci lavoriamo, vederci messi in un angolino è veramente brutto. Quando lo abbiamo visto siamo rimasti davvero basiti. Siamo tutti sotto stress, la paura del contagio c'è sia tra gli agenti di polizia penitenziaria sia tra i detenuti.
Abbiamo visto cosa è accaduto a Modena all'inizio di marzo dello scorso anno (le rivolte durate diverse giorni in carcere, con un bilancio di 9 detenuti morti durante gli scontri, ndr). Finora a Padova siamo riusciti a tenere la situazione sotto controllo, ma nulla garantisce che non salti tutto in aria. E allora saranno coinvolti anche polizia e carabinieri, perché il carcere è una cittadella. Per carità, giustissimo che prima di tutto vengano vaccinati i medici, gli infermieri e gli anziani delle case di riposo ma sembra che il carcere proprio non venga considerato". La richiesta è quella di anticipare le vaccinazioni ad aprile, nello stesso momento in cui saranno vaccinate le altre forze dell'ordine.










