di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 30 settembre 2026
“Tra coloro che sono stati eletti per rappresentare i cittadini padovani, alcuni forse non hanno capito oppure non vogliono capire e antepongono gli interessi di parte ad un’opera di comune utilità sociale”. È una nota molto dura quella diffusa ieri mattina dal garante dei detenuti Antonio Bincoletto, il cui mandato è scaduto ad aprile scorso, per commentare quanto successo l’altra sera in consiglio comunale, dove la nomina del suo successore, l’ex magistrato Paola Cameran unica candidata, è stata stoppata dal centrodestra. Per la designazione, infatti, era necessario il voto favorevole dei due terzi dei componenti dell’aula.
E l’opposizione, con in testa il capogruppo di FDI, Matteo Cavatton, lamentando di non essere stata coinvolta, ha appunto messo i bastoni tra le ruote alla maggioranza. Tanto che, per l’insediamento di Cameran, bisognerà aspettare la prossima seduta, quando comunque servirà la maggioranza assoluta dei consiglieri comunali. “Qualcuno - ha scandito ieri Bincoletto - continua ad usare la nomina del garante come strumento di lotta politica, senza considerare il ruolo super partes che spetta a tale figura e in spregio all’impegnativa funzione che esercita, peraltro a titolo gratuito. Non è un bel segnale per le istituzioni né un esempio di sensibilità e civismo per i cittadini”.









