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di Antonio Bincoletto*

Ristretti Orizzonti, 21 maggio 2024

A due mesi dalle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sui suicidi in carcere servono interventi urgenti (ancora non si sono viste concrete azioni volte a contrastare e prevenire l’allarmante fenomeno. Ad oggi i suicidi in carcere sono stati 35 e nei prossimi mesi si rischia di superare il triste record raggiunto nel 2022 (90 suicidi). La Conferenza nazionale dei Garanti territoriali ha per questo indetto una seconda giornata d’iniziative di denuncia e sensibilizzazione.

Il Garante comunale di Padova, promuove in tal senso due interventi:

1) la diffusione del presente comunicato, inviato agli organi d’informazione locali, cui si allega II documento “Indignarsi non basta più”, elaborato dal portavoce e dal Direttivo della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali

2) Intervento al Convegno “Io non so parlar d’amore” del 17 maggio presso la Casa di reclusione Due Palazzi, organizzato dalla rivista Ristretti orizzonti e dall’Associazione Granello dl senape.

Bisogna intervenire subito nelle seguenti direzioni:

-adottare misure deflattive straordinarie per ridurre Il sovraffollamento degli Istituti detentivi (la popolazione attualmente reclusa supera del 30% la capienza massima delle nostre carceri), per esempio sostenendo la PDL avanzata dall’on. Giachetti che, senza ricorrere ad indulti, consentirebbe di anticipare il ritorno In libertà per quanti, avendo residui dl pena irrisori, abbiano fatto un buon percorso detentivo mantenendo comportamenti corretti e collaborativi.

-Aumentare Il numero dl telefonate, mettendo in condizione chi è recluso dl mantenere rapporti assidui con i parenti e le persone care.

-Dare attuazione in tempi stretti a quanto riconosciuto e disposto nella sentenza 10/2024 della Corte costituzionale, rendendo finalmente possibili rapporti affettivi e Intimi fra reclusi e congiunti, come già avviene nella maggior parte dei Paesi europei.

-Limitare al minimo l’isolamento e la chiusura delle celle, riaprendo gli spazi sociali nelle sezioni quando ciò è possibile.

-Creare maggiori supporti terapeutici e psicologici per chi si trova In condizioni critiche o di forte malessere personale.

Una parte di queste misure si potrebbe prendere subito e senza aggravio di spesa: sarebbe un primo passo, un segnale dl attenzione verso I molti che, dentro al carcere, perdono ogni prospettiva per II futuro e rischiano dl cadere nella disperazione.

In assenza delle rapide Iniziative concrete raccomandate dal Presidente Mattarella si rischia Invece di andare incontro ad un aggravamento della situazione, che porterà inevitabilmente ad un secondo richiamo della Corte Europea dei Diritti Umani, dopo quello del 2013, quando la CEDU sanzionò l’Italia per trattamenti inumani e tortura riscontrando la mancanza degli spazi minimi di vivibilità nel carcere (3 metri quadri per persona). Anche i detenuti sono persone. Agiamo finché siamo in tempo.

*Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale del Comune di Padova