di Sara Busato
Corriere del Veneto, 19 dicembre 2024
Garantire il diritto allo studio a tutti, compresi coloro che si trovano in condizione di privazione della libertà, è un principio fondamentale. Dal 2004, l’ateneo di Padova è protagonista in questo ambito grazie al progetto “Università in carcere”, un’iniziativa volta ad ampliare l’accesso all’istruzione universitaria per detenuti. Dopo vent’anni, i risultati sono tangibili: quest’anno, il polo universitario penitenziario registra un ulteriore sviluppo, rafforzando il suo ruolo di modello virtuoso nel panorama nazionale. Sono sessanta gli iscritti ad una delle sette scuole dell’ateneo: quarantasette nella casa di reclusione e tredici, selezionati in base ai risultati negli studi e alle esigenze di sicurezza interna, nel polo universitario, propriamente detto. Una “cittadella universitaria” che offre un ambiente adeguato allo studio dotato di spazi comuni, orari di visita estesi per i docenti e i ventuno tutor, collegamento a internet secondo limitazioni e biblioteca. “La scommessa è che possa esistere pur delle particolari condizioni di detenzione, uno spazio effettivo di tutela dei diritti del detenuto in quanto studente - commenta la professoressa Francesca Vianello, responsabile del coordinamento delle attività. L’auspicio è che l’impegno nello studio possa integrarsi con altri veicoli della riabilitazione”.
Tra le facoltà più richieste spicca ingegneria informatica, agraria e scienze umanistiche. Le difficoltà negli anni sono state tante e molte persistono: la mancanza di adeguati a colloqui e attività didattiche, spazi comuni aperti al dialogo e allo studio; accessibilità internet. “Stiamo avviando - ha commentato Claudio Mazzeo, direttore del carcere - la gara per ampliare la biblioteca e creare una sala di lettura dedicata agli studenti. Il progetto crea di inclusione e reintegrazione sociale”. Dietro i numeri e le difficoltà c’è la storia di persone che hanno scelto di investire nel proprio futuro. A prendere parola ieri mattina, nel corso della cerimonia del ventennale è stato Benedetto, uno studente detenuto che da due anni è iscritto a Giurisprudenza. “Sono a Padova dal 2017, e l’idea di imparare mi motiva ogni giorno”, racconta lo studente. “Il mio pensiero va ai professori e ai tutor, che mi offrono la cosa più preziosa: il loro tempo”.










