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di Gabriele Fusar Poli

Corriere del Veneto, 2 novembre 2025

All’improvviso, da un giorno all’altro. Con inevitabili polemiche annesse: fa discutere quanto accaduto nei giorni scorsi al Due Palazzi, dove è stato annullato un evento legato al progetto Kutub Hurra (Libri Liberi), attivo da due anni e mezzo sia nella casa di reclusione che nella casa circondariale della città del Santo - oltre che in altri istituti penitenziari disseminati lungo il territorio italiano - e realizzato dall’associazione “Un Ponte Per” e dall’associazione tunisina “Lina ben Mhenn”. Si tratta di un’iniziativa che punta a creare un ambiente carcerario più inclusivo, attraverso la fornitura di libri in lingua araba alle biblioteche degli istituti penitenziaria, dando così opportunità di lettura ai detenuti provenienti dai Paesi di quella specifica area geografica usando i libri come strumento di emancipazione.

L’evento in questione, al quale avrebbero dovuto partecipare in quanto già autorizzate quattro donne di cui due di origini tunisine e due di origini libiche (tutte attive nei loro rispettivi Paesi nell’ambito dei diritti civili), era stato organizzato da mesi per giovedì 30 ottobre. La “cattiva sorpresa” è invece datata mercoledì 29, ovvero solo qualche ora prima: stando a quanto riportato dalle associazioni Altracittà, Granello di Senape - Ristretti Orizzonti e Un Ponte Per, infatti, la cancellazione dell’evento “è avvenuta sulla base della di una circolare del Dap dello scorso 21 ottobre, che subordina all’approvazione dello stesso Dap la realizzazione di ogni iniziativa negli istituti in cui è presente una sezione di alta sicurezza anche se l’iniziativa non riguarda tale sezione”.

Peraltro il progetto Kutub Hurra va oltre il singolo evento: ha infatti permesso alla biblioteca della casa di reclusione a inizio 2023 e a quella della casa circondariale alla fine del 2024 di acquisire 50 libri in arabo - di contenuto laico - per ogni istituto, di contenuto laico e la creazione di un gruppo di lettura in arabo, e in occasione dell’iniziativa di giovedì 30 sarebbero dovuti arrivare altri 100 libri. Non ci stanno le associazioni coinvolte nel progetto: “Questo annullamento ci preoccupa e ci interroga sul futuro della ricchezza culturale che caratterizza la casa di reclusione di Padova”.