di Alberto Gentili
Il Messaggero, 15 giugno 2019
Pronta una bozza che Bonafede discuterà la prossima settimana con la Bongiorno. Contro il correntismo, l'elezione di una "rosa" di nomi tra cui estrarre i consiglieri.
Dopo l'aut aut di Sergio Mattarella, il Guardasigilli Alfonso Bonafede si muove. Per provare a restituire credibilità, autorevolezza e indipendenza al Csm, il ministro della Giustizia ha cominciato in queste ore a elaborare una bozza di riforma del Consiglio superiore della magistratura che, in settimana prossima, confronterà con il ministro della Lega Giulia Bongiorno, noto avvocato penalista.
In questa traccia di lavoro ci sono le "pagelle" per i giudici, rose ristrette per l'elezione nell'organo di autogoverno e qualche colpo al sistema delle correnti. Bonafede, secondo fonti del dicastero di via Arenula, "sta elaborando una serie di idee per attuare quel giro di vite, necessario soprattutto dopo l'emergere dei dettagli dello scandalo che sta investendo il Csm". E la priorità "è garantire un riconoscimento più oggettivo della meritocrazia dei magistrati, con criteri che risultino del tutto oggettivi".
Tant'è, che gli uffici del ministero hanno elaborato in queste ore una proposta in tal senso, con l'obiettivo di "rimediare a due evidenti criticità". La prima: "La dilagante prassi di generale standardizzazione delle valutazioni professionali dei magistrati, che ha generato un sistema appiattito di avanzamento automatico indifferenziato di tutti".
La seconda criticità: "L'eccesso di discrezionalità nel conferimento degli incarichi direttivi, che le circolari vigenti non sono riuscite a limitare adeguatamente". In particolare, ai fini della scelta dei dirigenti, la proposta allo studio di Bonafede prevede "la quantificazione esatta di punteggi da assegnare ad ogni esperienza lavorativa, all'anzianità, ai risultati oggettivamente ottenuti - come ad esempio lo smaltimento dell'arretrato - la capacità di rendimento, la corretta gestione delle attività di ufficio, secondo precisi indicatori comuni ben tarati sulle singole realtà". A questi criteri potrebbero essere aggiunte, anche recuperando soluzioni già emerse, le eventuali valutazioni - motivate e dettagliate - espresse da parte del Consiglio dell'Ordine. E, di contro, in negativo, dovrebbero trovare spazio eventuali condanne disciplinari o segnalazioni riscontrate e validate, provenienti dai whistleblower".
Vale a dire: i testimoni di un comportamento irregolare, illegale, potenzialmente dannoso che decidono di segnalarlo al Csm. In questo modo, secondo i tecnici di via Arenula, "ogni magistrato verrà "pesato" oggettivamente con un sistema di calcolo capace di mettere assieme tutte le informazioni e restituire un dato univoco".
A quel punto, per esempio, il Csm potrebbe esprimere appieno la propria alta discrezionalità scegliendo fra i primi tre candidati col punteggio più alto. Stessa procedura potrebbe applicarsi per la conferma nell'incarico, verificandosi ad esempio l'attuazione reale e concreta del progetto presentato dal candidato all'atto della nomina a giudice togato. Ma c'è di più. Tra le ipotesi allo studio da parte del Guardasigilli c'è anche un depotenziamento del ruolo delle correnti. Questo dovrebbe avvenire attraverso il superamento del collegio unico nazionale, passando a collegi più ristretti e territoriali.
Attualmente, ad esempio, un magistrato siciliano vota un collega e candidato friulano in base all'appartenenza a una corrente. Con i collegi ristretti e territoriali il voto avverrebbe invece sulla base di una conoscenza diretta del candidato. In più, Bonafede studia il meccanismo del sorteggio per eleggere i membri togati del Csm. E questo sorteggio dovrebbe avvenire attraverso l'individuazione e il voto sulla base di un elenco di magistrati con particolari requisiti, poi ristretti attraverso l'elezione a una rosa più ristretta. I nomi presenti in questa rosa sarebbero infine sottoposti a sorteggio.
Il meccanismo non è sgradito alla Bongiorno: "Ciò che è importante per la Lega è individuare un sistema che impedisca scambi opachi. Perciò vanno bene i collegi territoriali per l'elezione dei giudici che poi verrebbero sorteggiati.
Oppure, si può valutare la creazione di un elenco nazionale di eletti in ragione di determinati requisiti. E far scattare il sorteggio su questo elenco". La prima scelta del ministro leghista sarebbe però una riforma costituzionale "per una revisione complessiva del Csm". Ma essendo "una riforma maxi è necessario un accordo complessivo con i 5Stelle". Cosa non facile.










