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Aki, 17 gennaio 2015

 

Le autorità pakistane hanno impiccato Ikramul Haq, un militante sunnita dell'organizzazione fuorilegge Sipah-i-Sahaba Pakistan (Ssp), condannato a morte dal tribunale dell'anti terrorismo di Faisalabad nel 2004 per aver ucciso un musulmano sciita. Lo hanno riferito fonti della polizia e lo ha confermato il suo avvocato Ghulam Mustafa Mangan.

L'uomo era stato perdonato dai familiari della vittima lo scorso 8 gennaio, ma un tribunale ha respinto il compromesso raggiunto tra le parti e confermato la pena capitale. Con l'impiccagione avvenuta oggi nel carcere centrale di Kot Lakhpat a Lahore salgono a 19 le condanne a morte eseguite dalla revoca della pena di morte da parte del premier Nawaz Sharif dopo il massacro compiuto il 16 dicembre dai Talebani in una scuola pubblica dell'esercito a Peshawar e costato la vita a 150 persone, di cui 134 bambini. Le Nazioni Unite, l'Unione Europa, Amnesty International e Human Rights Watch hanno chiesto al Pakistan di ripristinare la moratoria sulla pena di morte, che è rimasta in vigore dal 2008 al dicembre scorso.