palermotoday.it, 10 agosto 2022
Lo denuncia l’associazione Antigone, che ieri e oggi ha visitato i due istituti penitenziari della città. “Con le alte temperature condizioni di vivibilità al limite, va meglio all’Ucciardone grazie alle ristrutturazioni della struttura d’epoca borbonica”.
“All’Ucciardone, carcere di epoca borbonica, grazie alle ristrutturazioni, ogni cella ha una propria doccia e i detenuti possono fare la doccia ogni giorno. Al Pagliarelli purtroppo, per problemi strutturali, malgrado l’istituto sia più moderno, le docce sono quasi tutte fuori dalle celle e l’acqua calda è disponibile solo tre giorni alla settimana”. E’ quanto denunciato da Pino Apprendi, Francesco Leone e Giacinto Vaccarella, che fanno parte dell’osservatorio carceri dell’associazione Antigone, che ieri e oggi hanno visitato i due istituti penitenziari della città.
“Con il caldo, che anche questa estate sta affliggendo Palermo e la Sicilia, - proseguono - le condizioni di vivibilità dei detenuti sono al limite. Al di là delle leggende metropolitane che spesso la gente racconta, i detenuti vivono in spazi molto limitati, dove il caldo e il freddo hanno la stessa influenza. I 47 suicidi del 2022 devono fare riflettere su quanto e come incide questo tipo di detenzione, soprattutto fra i giovani”.
“Il grande problema irrisolto - concludono i rappresentanti di Antigone - è quello dei soggetti con problemi psichiatrici, che non trovano risposte nel carcere. In particolare in Sicilia, le due Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria (Rems) di Naso e Caltagirone sono assolutamente insufficienti. Da anni si aspetta l’apertura di un terzo centro”.










