di Rita Barbera
www.loraquotidiano.it, 12 febbraio 2015
La direttrice del carcere risponde alle affermazioni di Alessandro Di Pasquale, segretario generale del Sippe, sindacato di polizia penitenziaria, che in un'intervista al nostro giornale aveva denunciato nei giorni scorsi un "trattamento di favore" per i detenuti della struttura palermitana.
Ho letto l'intervista ad Alessandro Di Pasquale, riportata in data 3.02.2015 nell'articolo dal titolo "Burlesque e lasagne in carcere. Il grand hotel Ucciardone è tornato?".
Mi preme preliminarmente precisare che il dibattito che si è aperto sulle attività di rieducazione in svolgimento presso l'Ucciardone merita, a questo punto, una riflessione congiunta e chiarificatrice che all'interno di un quadro di verità sui fatti realmente accaduti renda giustizia a quegli operatori penitenziari che alla luce della loro esperienza, maturata in anni di frequentazione del penitenziario, sono quotidianamente impegnati nella ricerca e nell'attuazione di strategie orientate verso il perseguimento del mandato istituzionale.
Al fine di non tediare a lungo chi legge con l'esposizione di un passato professionale della scrivente sempre improntato al rispetto della dignità di tutte le persone orbitanti all'interno del pianeta carcere siano essi detenuti, operatori interni ed esterni, mi limiterò in questa sede a tracciare semplicemente il quadro di di alcune delle attività svolte nel corso dell'anno solare 2014 con particolare riferimento a quelle maldestramente descritte da chi ha acceso questo dibattito.
Giova rappresentare altresì che tutte le attività trattamentali in svolgimento presso l'istituto penitenziario, ivi compreso lo spettacolo in argomento, trovano ragion d'essere nella generosità di enti pubblici e/o privati nonché da privati cittadini che sopperiscono con la loro buona volontà ad una pressoché totale assenza di fondi disponibili a tale scopo da parte dell'Amministrazione Penitenziaria.
Quanto detto ovviamente, nel tempo, ha imposto agli operatori penitenziaria la ricerca di una rete di contatti che ad oggi fanno si che le attività trattamentali abbiano svolgimento anche in un'ottica di umanizzazione della pena e di serenità di un ambiente di per sé ostico e carico di tensioni. È per tale motivo che all'interno di questa Casa di Reclusione nell'anno 2014 hanno fatto accesso oltre 500 cittadini che rispondendo all'appello di questa Direzione hanno messo a disposizione il loro impegno, il loro lavoro e quasi sempre il loro tempo libero per lo svolgimento di attività altrimenti solo teoriche ed irrealizzabili.
Attività sportive, scolastiche, professionali, di sostegno ai detenuti ed alle loro famiglie. Attività di lavoro, culturali ricreative trovano infatti svolgimento presso questo istituto attraverso l'opera di queste persone che agiscono in perfetta sinergia con gli operatori interni.
È chiaro che la suddetta intensa attività di rieducazione deve poter contare, in relazione alla pochezza delle risorse di uomini ed economiche, su una professionalità non comune degli operatori penitenziari e sulla disponibilità al sacrificio degli stessi ai quali la scrivente non ha mai lesinato apprezzamento e compiacimento. Mi preme altresì sottolineare in questa sede l'alto senso di responsabilità manifestato da parte di tutti gli operatori penitenziari qui in attività di servizio che hanno consentito l'attuazione di progetti pedagogici anche arditi ma le cui ricadute positive sono facilmente riscontrabili in un numero assolutamente irrisorio di eventi critici.
Certo il lavoro all'interno del carcere è pregno di pericoli e difficoltà ma è ampiamente provato che il rispetto della dignità umana ed una particolare attenzione all' esigenze personali del detenuto quali il contatto con i familiari, l'ascolto, l'igiene, l'alimentazione la propria religiosità e quant'altro, hanno la capacità facilitare un impegno di lavoro quotidiano altrimenti più difficile e rischioso.
Ed è proprio nel rispetto della professionalità delle persone che operano all'interno di questo istituto che mi torna particolarmente difficile accettare per vera la frase che alcuni detenuti avrebbero detto rivolgendosi al personale durante lo spettacolo in questione alludendo a degli atti "particolari" che i detenuti avrebbero successivamente svolto all'interno delle loro celle.
Malgrado la responsabilità delle linea pedagogica dell'istituto cada interamente sulla direzione che coadiuvata dallo staff di direzione (comandante, educatore, psicologo ecc.) valuta l'opportunità nonché la fattibilità di alcune attività rispetto alle quali non è pensabile di perseguire la condivisione di tutti, giova precisare che là dove le perplessità espresse dal Sig. Di Pasquale avessero trovato forme più congrue e pertinenti sarebbe stato sicuramente possibile esternare, in relazione alle rispettive competenze, in sede di consuntivo eventuali perplessità e/o suggerimenti.
Nel corso dell'anno le attività rieducative e/o ricreative sono state molteplici ed hanno visto come già detto la partecipazione massiccia della comunità esterna:
Il Centro Padre Nostro; l'associazione Asvope; l'Associazione 90100; la Uisp sono alcune degli enti di volontariato che hanno contributo alla realizzazione di molti dei progetti qui realizzati. Nel corso dell'anno peraltro si sono avute piccole donazioni da parte di enti pubblici e privati che hanno contribuito ad alcune carenze difficilmente sanabili con le risorse dell'amministrazione. Nello specifico si sono ricevute a favore dei detenuti donazione di generi di pulizia personale; tavoli da ping pong, calcio balilla, l'albero di Natale con gli addobbi, giocattoli per i figli minori; libri per la biblioteca; giochi ed attrezzature per l'area verde; generi di abbigliamento, scarpe ecc. Nel periodo natalizio, così come fatto anche lo scorso anno sono stati altresì donati dei panettoncini di 250 grammi ai detenuti da una ditta che peraltro li ha offerti anche all'istituto di Pagliarelli.
In merito alle lasagne che avrebbero trasformato l'Ucciardone nel grand hotel Ucciardone occorre precisare che la ditta in questione (altra rispetto alla prima), contattata in quanto si era già dimostrata generosa per altre piccole donazioni in precedenza, ha risposto ad una richiesta di questa direzione al fine di rendere più nutriente il pasto di Natale che, così come è facile riscontrare dalla visione del menù di quel giorno, risultava essere veramente povero. Per completezza di informazione ed al fine di una corretta informazione si precisa che ogni detenuto ha ricevuto un timballetto di pasta al forno di circa 200 grammi e non lasagne, con il quale ha festeggiato il Santo Natale. Assolutamente priva di fondamento è la notizia in merito alla distribuzione di dolcetti e cannoli ai detenuti.
Voglio sperare che il rappresentate sindacale in merito ai suddetti dolciumi non faccia riferimento alla manifestazione "Natale con i tuoi " che, finanziata dal Comune di Palermo, si è realizzata in data 27 dicembre presso l'area verde di questo istituto e che ha visto oltre 140 bambini incontrare unitamente alle mamme, il proprio papà detenuto, all'interno del villaggio di Babbo Natale tra giochi di animazione, piccole giostre e leccornie.
Dico, voglio sperare perché la manifestazione appena accennata è stata condivisa ed apprezzata da tutto il personale di questa struttura che nell'ambito del proprio servizio ha vissuto detta esperienza con viva emozione.
Peraltro al villaggio di Babbo Natale è stato presente tra gli altri anche il presidente della Caritas che ha voluto donare personalmente ad ogni nucleo familiare una casetta in legno raffigurante la natività di Nostro Signore.
Nello scusarmi per la prolissità di questa nota mi preme sottolineare, lo avevo già fatto ma evidentemente non è stato sufficiente, che la manifestazione cinematografica "Nuovissimo cinemissimo paradisissimo" svolta in estate è stata offerta dal centro Padre Nostro ed attraverso diverse proiezioni ha portato alla proiezione del film sull'eccidio di Padre Puglisi, in occasione dell'anniversario dell'assassinio del sacerdote.
Nell'occasione delle proiezioni il Centro Padre Nostro, peraltro esattamente come aveva già fatto negli anni precedenti presso l'istituto di Pagliarelli, ha ritenuto di offrire a tutti i convenuti un ascaretto/ghiacciolo in un contesto estivo nel quale la donazione di un gelato non appariva così dissonante.
Si coglie l'occasione per ringraziare quanti della società civile attraverso piccoli gesti di generosità consentono ai cittadini detenuti momenti di riflessione e/o di svago in special modo nei periodi di maggiore sofferenza per la privazione della libertà e coincidenti con i mesi estivi e i giorni il cui "l'esterno" è in festa. Quanto appena accennato trova immediata è tragica conferma proprio nelle statistiche che registrano in questi periodi di tempo "particolari" il maggior numero di atti autolesivi ed auto soppressivi.
Spiace che le questioni sollevate attengano proprio a due attività che hanno trovato attuazione proprio per quanto detto nei predetti periodi. Volutamente non ho fatto cenno particolare allo spettacolo incriminato per una serie di motivi che qui elenco succintamente: al contrario del sindacalista la scrivente era presente allo spettacolo; la mia impressione è stata di uno spettacolo divertente e null'altro; nessuna notizia a riguardo mi è stata fornita dagli operatori sia dell'area della sicurezza che da quella pedagogica; tutte le manifestazioni svolte all'interno di questo istituto hanno visto la partecipazione educata e composta dei detenuti i cui atteggiamenti sono improntati al rispetto degli ospiti con particolare attenzione alle signore.











