livesicilia.it, 4 febbraio 2025
“L’accesso alle cure specialistiche è fortemente limitato. Una detenuta malata di cancro attende da oltre quindici giorni che l’Asp prenda in carico la sua situazione, mentre i medici del carcere sollevano preoccupazioni sulla possibilità che la malattia possa progredire e divenire fatale”. Lo dicono il presidente dell’associazione Antigone di Palermo, Giorgio Bisagna, e il vicepresidente Francesco Leone. “Nonostante la presenza di un presidio medico interno, l’accesso alle cure specialistiche è fortemente limitato. Le visite e gli esami vengono prenotati attraverso il Cup (Centro unico di prenotazione) come per il resto della popolazione. Pertanto i detenuti devono essere trasportati dalla polizia penitenziaria nelle strutture sanitarie della provincia disponibili”, aggiungono. “La cronica carenza di personale addetto al trasporto rende però impossibile garantire la presenza simultanea di più detenuti nelle strutture mediche, con il risultato che ogni giorno vengono annullate e riprogrammate tra le 10 e le 15 visite. I tempi di attesa possono diventare lunghissimi, mettendo a rischio la salute dei detenuti”.











