Il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2020
La Corte d'assise d'appello di Palermo ha trasmessogli atti sul caso di Ben Cheikh Jabranne, tunisino, "affinché si indaghi contro ignoti per il reato di tortura su eventuali responsabilità degli agenti di Polizia penitenziaria della Casa circondariale Pagliarelli" di Palermo.
Lo ha rivelato il sito MeridioNews.it. Ben Cheikh Jabranne - secondo quanto ricostruito dal sito - sta scontando una condanna definitiva per droga ed è sotto processo nell'ambito di un'inchiesta che riguarda un'organizzazione criminale che gestiva i viaggi di migranti a bordo di gommoni veloci dalla Tunisia alle coste trapanesi.
Le condizioni nel carcere Pagliarelli le aveva denunciate, secondo il sito, in aula quando aveva raccontato di essere stato denudato e costretto a dormire in un letto pieno di urina. Il suo legale, Carmina D'Agostino, a MeriodioNews.it ha raccontato: "Ho rivisto il mio assistito... e ho notato che ha dei lividi intorno alle orbite degli occhi e un taglio sul sopracciglio". E ha aggiunto: "Il presidente ha sollecitato il Dap per un immediato trasferimento".










