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La Sicilia, 11 maggio 2026

Alaa Faraj, autore del romanzo epistolare “Perché ero ragazzo”, pubblicato da Sellerio, attualmente detenuto a Palermo, beneficiario di un provvedimento di grazia parziale concesso dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, è stato consacrato vincitore della XXII edizione del Premio letterario internazionale “Tiziano Terzani”. Faraj, dopo la comunicazione della vittoria alcune settimane fa, è intervenuto alla cerimonia a Udine con l’autorizzazione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo.

“Siamo grati alle autorità competenti per aver permesso la partecipazione di Alaa Faraj e siamo felici che il pubblico possa ascoltare la storia esemplare di dignità e coraggio alla quale abbiamo assegnato il Premio dalla voce stessa del suo autore”, hanno spiegato, in una affollatissima cerimonia che ha fatto registrare il tutto esaurito al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Angela Terzani, presidente di giuria del premio, e Paola Colombo, presidente dell’associazione vicino/lontano, che organizza il festival.

“Perché ero ragazzo”, ha sottolineato ancora Angela Terzani leggendo le motivazioni del conferimento, “è un racconto doloroso ma necessario: abbiamo voluto premiare la storia di un ragazzo libico nato a Bengasi nel 1995, un ventenne studente di ingegneria e promessa del calcio che nel 2015 decideva di lasciare la Libia sconvolta dalla guerra civile, partendo a bordo di un barcone insieme agli amici di pallone, senza avvisare la famiglia.

Durante quella traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Sbarcato drammaticamente in Italia, Alaa Faraj è stato accusato, dopo una frettolosa indagine, di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”, e condannato a 30 anni. Eppure Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare è diventato il suo modo di sopravvivere, continuando ad affermare la sua innocenza e accettando, sempre fiducioso nella giustizia, il ruolo del detenuto, ma mai quello del criminale”.