sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Salvo Palazzolo

 

La Repubblica, 18 marzo 2021

 

Sotto pressione i tre Sert di Palermo, con organici ridotti a livelli di guardia. "Aumenta il rischio di overdose per l'utilizzo di miscele di sostanze". Alle nove del mattino, c'è la fila davanti al Sert di via Antonello da Messina, una traversa di via dei Cantieri. Un giovane, una ragazza, una donna, un uomo di mezza età, un signore ben vestito, un altro in pantofole. I clienti del supermercato che si trova di fronte neanche ci fanno caso.

"È un'intera città che si è ormai girata dall'altra parte rispetto al tema delle tossicodipendenze", allarga le braccia il dottor Sergio Paderi, il responsabile della struttura che assiste circa 800 persone, di tutte le età. "Gli adolescenti sono in aumento - spiega - siamo di fronte a un fenomeno che sta diventando dilagante. Ma non se ne parla, e intanto continuiamo ad avere sempre meno risorse". Il nuovo piano di riorganizzazione pensato dall'Asp, che prevede organici all'osso per i tre Servizi delle tossicodipendenze di Palermo e i sette della provincia, ha sollevato le attenzioni anche della Prefettura, che ha chiesto informazioni dopo la denuncia del sindacato Cimo. Risultato: al momento, il piano è fermo.

Sembrano fortini assediati, i Sert di Palermo. "Il numero dei tossicodipendenti è in crescita - spiega il dottor Giuseppe Filippone, che guida la struttura di via Filiciuzza e l'Unità dipendenze patologiche dell'Asp - siamo passati dai 2.524 del 2019 ai 2.628 del 2020. Ed è il crack la grande emergenza. Ufficialmente, abbiamo registrato 824 consumatori nel 2020, 20 in più dell'anno precedente: 11 hanno un'età compresa fra 15 e 19 anni, 92 fra 20 e 24 anni, 137 fra 25 e 29 anni.

Ma c'è un dato sommerso, il più preoccupante: sappiamo che iniziano ad assumere crack a 12 anni, e passano in media quattro anni prima che arrivino al Sert. Ci arrivano perché hanno un problema di legge, un problema familiare o di salute". Dopo il crack, c'è l'eroina nell'inferno che dilaga a Palermo: "Sono 1.798 i consumatori registrati nel 2020, 1.818 nell'anno precedente", dicono le tabelle di Filippone. "L'abbassamento dei dati non deve affatto tranquillizzare - spiega - il lockdown ha inciso anche sulle visite al Sert".

L'ultima moda fra i giovanissimi è fumare le droghe. Anche l'eroina. La parola chiave per entrare nel dramma è soprattutto una: "Mix", miscela. Probabilmente è un mix di droghe che ha ucciso Mouad Hamzaoui, il diciottenne trovato morto lunedì in un appartamento di corso Tukory. Spiega il dottor Giampaolo Spinnato, il responsabile del Sert di via Pindemonte: "Il crack, che ha costi bassi e un effetto superiore alla cocaina, lascia un senso di irrequietezza, che i giovani fronteggiano in vario modo: con il metadone, con l'eroina, con farmaci analgesici quali l'Ossicodone, o con alcuni ansiolitici come il Ritrovil. Una miscela che fa aumentare il rischio di overdose". Ecco perché nell'inferno dei giovani di Palermo sta crescendo anche il mercato nero del metadone distribuito dai Sert: una boccetta costa 30-40 euro. Arrivano anche da Trapani, Agrigento o Caltanissetta per comprarlo. Perché l'Asp di Palermo è l'unica azienda sanitaria che utilizza il metadone con una concentrazione al 5 per cento, tutte le altre aziende usano quello all'1 per cento. "Occupa meno spazi ed è possibile distribuirlo in minor tempo - spiegano - Cinque minuti invece di 25, altrimenti avremmo file interminabili e ingestibili con un solo infermiere in servizio".

È un'altra fotografia che racconta il dramma della droga. "Ma i Sert non sono solo distributori di metadone, che resta una cura farmacologica importante - dice Paderi - sono strutture in cui operano psicologi, medici, infettivologi. Realtà nate dopo l'emergenza dell'Aids negli anni Novanta, hanno azzerato la mortalità e l'incidenza della malattia. Adesso ci attendono altre sfide, per questo non è possibile abbassare la guardia, come accade ormai da cinque anni: avevamo cinque Sert a Palermo, due sono stati chiusi, quelli di via Riolo e della Casa del Sole".

Da un anno non c'è più neanche il camper che girava per i luoghi della movida: "Un'esperienza importante - racconta Giampaolo Spinnato - con la collega Annamaria Maggio e un per un certo periodo con i volontari dell'Opera Don Calabria abbiamo trascorso tante sere a Ballarò e in altre piazze. Con la scusa di un prelievo di sangue per effettuare degli screening entravamo in relazione con i ragazzi. A Ballarò non è stato facile, ci hanno aiutato alcuni nostri pazienti del Sert, che sono diventati straordinari mediatori culturali". Quell'esperienza non c'è più. "Continua invece a esserci una commistione fra i luoghi dello spaccio e quelli della movida, cosa che non accadeva in passato - dice ancora Spinnato - Non possiamo permetterci di lasciare sguarnito il territorio, ci vuole piuttosto una presenza costante".

Droga, un Sert per gli adolescenti

Torna il tema delle risorse. Il sindacato Cimo ha denunciato pesanti tagli nel nuovo progetto di riorganizzazione dei Sert: "L'Asp di Palermo è l'azienda sanitaria che a livello nazionale dedica meno risorse a questa popolazione di pazienti". È previsto, ad esempio, un solo infermiere per struttura, impensabile che da solo possa gestire una media di 500 trattamenti farmacologici e 200 esami ogni settimana. Il piano è in fase di rielaborazione.

"Intanto, siamo pronti a un investimento straordinario di risorse per i giovani dai 13 ai 25 anni", annuncia Giorgio Serio, il direttore del Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche: "Un milione di euro, proveniente dai fondi di progetto del piano sanitario, per creare un Sert dedicato agli adolescenti. Abbiamo un cantiere aperto col Comune, anche per implementare l'azione attraverso operatori di strada. Una progettualità mirata - dice Serio - se poi la sperimentazione funzionerà, i servizi verranno stabilizzati". Con la speranza che il nuovo piano antidroga per aiutare i giovani di Palermo parta al più presto.