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di Eleonora Lombardo

La Repubblica, 6 ottobre 2022

Tra gli ospiti Maffettone, Flores D’Arcais e Galli della Loggia. Si inaugura venerdì alle 17 a Piazzetta Mediterraneo, il Festival delle Filosofie diretto da Marco Carapezza e Pietro Perconti, giunto alla V edizione. Quest’anno il tema è quello della “Giustizia” in tutte le sue declinazioni. “Si tratta di uno dei grandi temi in cui la filosofia incontra da vicino il nostro modo di stare assieme, la socialità umana. Il rifarsi alla Giustizia è un tratto specifico degli animali umani. Noi viviamo in una situazione di emergenza, ci stiamo abituando a fronteggiare emergenze climatiche, migrazioni, pandemie, da ultima la guerra, che ci costringono a scelte difficili, a mettere in discussione le nostre abitudini più radicate” si legge nel manifesto che accompagna questa quinta edizione che per tutti i fine settimana di ottobre farà tappa, oltre che a Palermo e Monreale, anche a Cefalù e Messina.

Molti gli ospiti da ogni regione d’Italia, ad aprire gli incontri sabato 8, interrogandosi su “È possibile una teoria della giustizia”, sarà il professore Sebastiano Maffettone dell’università Luiss di Roma, il 16 Casa Professa ospiterà la lectio magistralis del direttore di MicroMega Paolo Flores d’Arcais incrociando insieme le istanze di politica, filosofia e giustizia, il 27 Gianfranco Pasquino parlerà del rapporto tra scienza e politica, mentre il 29 Ernesto Galli della Loggia, nella ricorrenza del centenario della marcia su Roma, interverrà in occasione della presentazione di “Golia, marcia del fascismo” di Giuseppe Antonio Borgese.

Gli incontri saranno di vario tipo, dai più accademici ai più divulgativi per coinvolgere un pubblico diversificato, l’attore Jacopo Fo farà riflettore con il sorriso con il suo “Allegri l’apocalisse del clima non ci sarà”, sono previsti appuntamenti per i più giovani e non mancheranno i convivi multiculturali e le passeggiate filosofiche tra i boschi di Cefalù. A Palermo i luoghi coinvolti saranno diversi , dallo Steri a Casa Professa, dal co-work Moltivolti all’Orto botanico, un modo per abbracciare una città che - come è nelle intenzioni del Festival - “sta raccogliendo sfide politiche e sociali di grande portata storica, una città che si sta impegnando a fondo in un cambiamento epocale che la vede al terzo posto in Italia come presenze turistiche, una città che cerca faticosamente di liberarsi dai luoghi comuni e dagli appellativi di capitale della mafia”.