Quotidiano di Sicilia, 26 aprile 2026
“Non ascoltano neanche chi li rappresenta sul territorio. Da anni proponiamo la chiusura della nona sezione della casa di Reclusione Ucciardone, in quanto fatiscente e sovraffollata da soggetti con gravi problemi di salute mentale e con persone con problematiche disciplinari, art.14 bis. Nel tempo si era riusciti ad alleggerire la presenza nella sezione da circa 60 persone a 25, ieri sono tornato alla nona, su richiesta di alcuni detenuti e la situazione è nuovamente appesantita. Di colpo sono arrivati anche 14 persone detenute con art.14 bis (soggetti puniti) con problematiche complesse”. Lo dice Pino Apprendi, garante dei diritti delle persone private della libertà di Palermo.
“Gli infissi sono da cambiare tutti, hanno trascorso un inverno fra gli spifferi e adesso in quei piccoli spazi dovranno affrontare una torrida estate. Il personale è allo stremo - afferma Apprendi - In qualche cella, dove lo spazio è appena sufficiente per 1 persona c’è il letto a castello con 2 persone. Molti detenuti non fanno colloqui con i familiari da anni perché vengono da altre città e le famiglie non dispongono di risorse economiche, pur avendo inoltrato più volte istanza per un avvicinamento alle loro famiglie non ricevono nemmeno una risposta. Una delle celle presentava vistosa umidità in una parete e nel tetto”.
Il garante conclude: “Faremo una verifica dei prezzi del sopravvitto che è il cibo che viene acquistato per integrare ciò che passa il carrello: 1/2 chilo di tritato di 2° taglio 7,50 euro. Il carcere dovrebbe essere rieducativo e oggi che tutti invochiamo la Costituzione dimentichiamo l’applicazione dell’articolo 27”.











