di Jacopo Storni
Corriere della Sera - Buone Notizie, 17 aprile 2023
La Cooperativa sociale di Palermo dà lavoro a 20 persone, di cui 16 detenuti o ex, rifugiati, disabili. Dal bistrot “Al fresco” alla pasticceria “Cotti in Fragranza” la regola è una: responsabilità condivisa. Ogni comparto ha autonomia gestionale e tutti si sentono valorizzati e liberi di esprimere la creatività. Progetti nel carcere minorile e mensa dei poveri. Materie prime a km zero e pannelli fotovoltaici.
Nel periodo di maggiori incassi per il ristorante, hanno deciso di restare chiusi due volte a settimana. Quasi un suicidio professionale, che però ha i suoi vantaggi sul piano umano. E così, il bistrot “Al fresco” di Palermo, abbasserà le serrande lunedì e martedì. In piena estate. Così è stato deciso collegialmente, come da tradizione. Dal lavapiatti al manager, tutti si ritrovano attorno a un tavolo per capire come organizzare il lavoro.
E se qualcuno solleva l’esigenza di avere più giorni di ferie, viene ascoltato e tutti insieme si trova una soluzione. Funziona così alla cooperativa Rigenerazioni. Tra i 20 dipendenti, i6 sono ragazzi detenuti, ex detenuti, rifugiati, giovani a rischio marginalità, disabili. Non c’è soltanto il ristorante, c’è anche la pasticceria “Cotti in Fragranza” all’interno del carcere minorile di Palermo, dove i pasticcieri sono i giovani dell’area penale.
C’è la mensa per i poveri San Francesco all’interno di un ex convento seicentesco. Presto ci sarà anche un bed and breakfast. L’obiettivo non è soltanto il profitto, è soprattutto la felicità del capitale, quello umano. Non solo dei dipendenti, ma anche della comunità. Lo scorso Natale, per esempio, alla mensa San Francesco non c’erano abbastanza risorse per preparare il pranzo di pesce per i senzatetto, e così i dipendenti si sono autotassati (rinunciando ad una piccola percentuale dello stipendio) e quel pranzo è stato servito.
“Qui - raccontano Lucia Lauro e Nadia Lodato, coordinatrici della cooperativa palermitana - non ci sono padroni. La nostra organizzazione non è verticale ma orizzontale, tutte le attività sono da sempre gestite e decise con responsabilità condivisa”. Una gerarchia orizzontale che lascia totale autonomia gestionale ai singoli comparti organizzativi. Ogni dipendente viene valorizzato per le proprie competenze e attitudini. Non c’è un direttore accentratore che svolge le mansioni principali e poi delega il resto del gruppo, ma ognuno ricopre un ruolo di responsabilità. Al ristorante, per esempio, ci sono un responsabile per le prenotazioni, uno per l’apertura e la chiusura del bistrot, un altro per il magazzino. Così tutti si sentono valorizzati e attraverso questi ruoli possono crescere e sprigionare la loro creatività. L’obiettivo non è solo quello della qualità ma anche della partecipazione attiva dei singoli dipendenti.
Ogni lavoratore contribuisce attivamente alle scelte strategiche del proprio settore, attraverso riunioni mensili di revisione e programmazione. E sono proprio questi aspetti virtuosi che hanno portato Rigenerazioni ad aggiudicarsi il premio sul Bilancio di sostenibilità promosso dal Corriere della Sera e dall’inserto Buone Notizie in collaborazione con NeXt - Nuova economia X tutti. E il primo anno che la cooperativa Rigenerazioni realizza il bilancio di sostenibilità, “i cui punti di forza - sintetizza la motivazione - riguardano la capacità dimostrata nel proporre una sintesi efficace degli ambiti rilevanti per l’organizzazione, l’accessibilità del documento, il legame approfondito tra sostenibilità e attività portate in essere”.
Continuità occupazionale - “Per noi è una scelta di grande importanza - raccontano Lauro e Lodato - Finora facevamo il bilancio sociale, ma era il classico bilancio sociale. Adesso con il bilancio di sostenibilità siamo voluti andare ad approfondire in modo scientifico il lavoro che facciamo, per capire quello che funziona e quello su cui siamo in ritardo, tutto questo anche perché il nostro obiettivo è espandere la nostra attività anche in altri territori e in altri penitenziari italiani, dove il problema del lavoro è centrale, dove soltanto un detenuto su tre riesce a lavorare e dove il grande tema è la continuità occupazionale dentro e fuori dal carcere”.
E poi c’è l’aspetto ambientale. Rigenerazioni predilige l’uso di materie prime a km o, mentre Casa San Francesco ha avviato un processo di riconversione delle fonti energetiche dotando la struttura di pannelli fotovoltaici. La cooperativa ha inoltre deciso di avviare un processo di riconversione dei mezzi utilizzati per il trasporto locale, promuovendo l’utilizzo di bici e automobili elettriche.










