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di Antonio Sansonetti

rainews.it, 30 luglio 2022

Samuele Bua è morto nel carcere Pagliarelli il 4 novembre 2018. La madre non ha mai creduto al suicidio e sulla base di una nuova autopsia chiede di riaprire le indagini. Intanto ha dovuto piangere anche un altro figlio, Paolo, deceduto in clinica.

Il calvario di Lucia comincia nel maggio 2018 quando il suo figlio Samuele, schizofrenico diagnosticato, viene arrestato dopo una lite violenta in casa. Con la sua patologia dovrebbe essere ricoverato in una struttura, finisce invece al Pagliarelli. Dove muore sei mesi dopo. Le indagini della polizia penitenziaria concludono che si è impiccato in cella con dei lacci da scarpe. Vengono imputati e assolti due medici, ma Lucia non ha mai creduto al suicidio e commissiona un’altra autopsia, dove risultano delle anomalie: un alto tasso di alcol nel sangue e l’assenza di segni di strangolamento.

Assistita dall’avvocato Giorgio Bisagna Lucia ha chiesto la riapertura delle indagini. Ma nel frattempo a dicembre scorso viene sequestrata la struttura a Castelbuono dove era in cura Francesco Paolo, il suo figlio maggiore: per gli inquirenti era una “clinica degli orrori”.

Paolo viene trasferito a Palermo ma dopo soli 17 giorni, il 5 gennaio 2022, muore. Anche in questo caso è stata aperta un’indagine. La beffa finale: Lucia vuole seppellirlo nel cimitero dei Rotoli accanto a suo fratello, ma la salma è parcheggiata da mesi sotto i gazebo in attesa della tumulazione.