di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 febbraio 2025
Il deputato Roberto Giachetti, di Italia Viva, ha portato in Parlamento la questione delle draconiane restrizioni imposte nel carcere di Palermo- Pagliarelli, sollevando dubbi e preoccupazioni riguardo al trattamento riservato ai detenuti. Nell’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Giustizia, chiede chiarimenti e spiegazioni su una serie di misure che, secondo quanto riportato, stanno peggiorando le condizioni di vita all’interno della Casa circondariale. La vicenda è emersa dopo una notizia dell’AGI, che ha descritto una mobilitazione dei detenuti in reazione a una circolare emanata dal provveditore regionale. Tale documento, infatti, inasprisce il regime di detenzione, introducendo restrizioni che colpiscono vari aspetti della quotidianità dei detenuti.
Tra le misure segnalate figurano il divieto di ricevere pacchi contenenti alimenti, una decisione particolarmente gravosa considerando che una buona parte dei detenuti proviene da contesti economicamente svantaggiati e che circa il 40% di essi è trasferito da altre province. L’inasprimento delle misure si accompagna, inoltre, a ulteriori criticità: i detenuti lamentano l’assenza di acqua calda nelle docce, il mancato adeguamento del riscaldamento nelle celle e ritardi considerevoli nell’erogazione delle analisi mediche. A peggiorare la situazione, si vocifera che presto possano essere introdotte nuove limitazioni, come il divieto di far entrare coperte e indumenti in pile, essenziali per fronteggiare il freddo in un ambiente che molti definiscono “di ghiaccio”.
Le reazioni a queste misure non si sono fatte attendere. Il Garante dei detenuti di Palermo, Pino Apprendi, ha denunciato come particolarmente grave il divieto sull’ingresso dei pacchi alimentari, sottolineando come questo provvedimento penalizzi ulteriormente i detenuti, già messi in difficoltà da una condizione economica precaria. Anche il garante regionale Santi Consolo ha espresso il suo dissenso, ricordando che simili restrizioni erano già state contestate in altre sedi, come a Siracusa, e affermando che “non è questa la via per mantenere l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari”. Consolo, inoltre, ha manifestato preoccupazione per il fatto che non gli sia stato consentito l’accesso al testo della circolare. Il dibattito assume rilevanza anche se posto in un contesto normativo più ampio, che prevede che la vita in carcere debba avvicinarsi il più possibile agli aspetti positivi della vita nella società libera. Le regole penitenziarie europee, infatti, stabiliscono che il regime alimentare dei detenuti debba tener conto di molteplici esigenze - dal sesso all’età, dallo stato di salute alle convinzioni religiose - mentre l’ordinamento italiano evidenzia l’importanza di mantenere e rafforzare i contatti tra i detenuti e il mondo esterno, in particolare i legami familiari. In questo quadro, le misure restrittive adottate a Pagliarelli appaiono in contrasto con questi principi fondamentali.
Nel corso della sua interrogazione, Giachetti ha chiesto se il ministro Carlo Nordio fosse a conoscenza delle limitazioni imposte sia in ambito alimentare che in altre aree, se fosse vero che il carcere di Pagliarelli continui a soffrire di problemi strutturali quali l’assenza di acqua calda e il mancato funzionamento del sistema di riscaldamento, nonché ritardi nelle visite mediche e ulteriori limitazioni sulle comunicazioni telefoniche. Inoltre, il parlamentare ha richiesto spiegazioni in merito al mancato accesso del garante regionale Consolo al testo della circolare, elemento ritenuto indispensabile per il corretto esercizio della sua funzione di tutela dei diritti dei detenuti.











