di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 4 febbraio 2015
È stato un suicidio, non risulta nessun segno di violenza. È questo il responso dell'autopsia effettuata sul corpo di Cino Carrello, il detenuto di 26 anni che mercoledì sera è stato ritrovato impiccato con un lenzuolo nel carcere palermitano del Pagliarelli.
I magistrati, però, pur escludendo l'ipotesi di omicidio, continuano a indagare per minacce e istigazione al suicidio. Qualche tempo dopo essere finito in manette, qualcuno aveva recapitato nella sua cella un paio di bigliettini nei quali il giovane veniva invitato a "stare sereno" e pensare soltanto ai propri familiari.
Un episodio, su cui sta indagando la procura di Palermo, che ha iscritto due persone nel registro degli indagati. Uno di loro sarebbe molto vicino al capomafia latitante Matteo Messina È Denaro. Non è escluso che le ipotesi di reato per i due possano estendersi all'istigazione al suicidio.
Carrello era finito in carcere nell'ambito dell'operazione "Eden 2", che aveva fatto luce sui legami tra il boss latitante Matteo Messina Denaro e gli esponenti del mandamento mafioso palermitano di Brancaccio. Nelle ultime settimane aveva però iniziato a collaborare con i magistrati rivelando i nomi dei componenti di una sorta di gruppo di fuoco usato da Cosa nostra per mettere a segno le rapine. Il ragazzo ha anche lasciato un bigliettino, del quale però non è stato reso noto il contenuto. Rimane il fatto che il detenuto era in cella di isolamento. Come è possibile che abbia ricevuto biglietti di minaccia senza passare sotto la censura?










