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di Teresa Valiani

 

Redattore Sociale, 8 giugno 2019

 

Debutta oggi al Pagliarelli il nuovo spettacolo della compagnia "Evasioni". La regista, Daniela Mangiacavallo: "Il lavoro è stato molto faticoso, ma il risultato è straordinario". "Un viaggio chiamato vita, tra imprevisti, attese e qualche volta un profondo vuoto da attraversare. Una riflessione intima sul valore che diamo al tempo". La compagnia teatrale 'Evasioni', attiva da tre anni nel carcere Pagliarelli - Lo Russo di Palermo, presenta così 'Transiti' il nuovo spettacolo che sarà messo in scena domani, alle 18.00, sul palcoscenico della Casa circondariale, con i costumi realizzati dagli stessi detenuti.

Frutto di un anno di lavoro delle persone ristrette nell'istituto di pena, dirette dalla regista Daniela Mangiacavallo, la piece riprende i testi originali del drammaturgo Rosario Palazzolo.

"Volti assonnati, infreddoliti, stanchi e malinconici attendono un treno di cui un misterioso speaker annuncia il ritardo - spiega la compagnia presentando lo spettacolo -. Da quel momento un'umanità distratta e assetata di ignoto si aggira tra i binari in attesa di intraprendere una metaforica avventura. Un'interminabile attesa fatta di incontri addii, arrivederci per scoprire che il cammino è prima di tutto un'occasione per incontrare se stessi".

"Transiti" va in scena con i costumi prodotti all'interno del carcere al termine di un corso di sartoria teatrale realizzato dall'associazione "Baccanica": i detenuti armati di ago e filo hanno lavorato alla preparazione dei costumi guidati da Giulia Santoro. Anche le scenografie sono state realizzate dagli ospiti del Pagliarelli impegnati in un progetto sui mestieri in carcere, finanziato dalla Fondazione Acri - programma Per Aspera ad Astra.

"Metro, stoffe, colori per tessere una nuova vita e un sogno oltre le sbarre - spiega la regista, Daniela Mangiacavallo. Ringraziamo la Direzione della Casa circondariale, l'Area educativa, l'Amministrazione penitenziaria, il Ministero di Giustizia, l'Assessorato al turismo sport e spettacolo e la Fondazione Acri. Quest'anno il lavoro è stato molto faticoso e impegnativo, ma il risultato è straordinario. Il viaggio sul treno, poi il guasto. L'attesa. Non si parte... un pretesto per capire che gli imprevisti a volte non sono sempre così catastrofici, arrivano qui e ora per fermare la nostra routine, la nostra vita in corsa".