La Sicilia, 24 dicembre 2025
Monsignor Russotto, in vista al carcere minorile “Malaspina” ha voluto dedicare tempo e attenzione a chi vive quotidianamente il carcere, ribadendo l’importanza della sua presenza costante. “Stare in carcere non è facile - afferma padre Giuseppe Alessi, cappellano dell’istituto - ci sono tante difficoltà legate al sovraffollamento, alle infrastrutture inadeguate e alla mancanza di spazi. Tanti operatori lavorano in modo silenzioso e attento. Grazie, monsignore, per il tempo e l’attenzione che ci dedica”. Durante la celebrazione, il vescovo ha rimarcato anche la necessità di un maggiore supporto educativo all’interno delle carceri, elemento fondamentale per il reinserimento sociale dei detenuti. Ha ricordato inoltre la continuità del suo impegno: “Sono alla mia 45ª visita - ha sottolineato - in 23 anni ho saltato solo un appuntamento, durante il lockdown per il Covid. I miei cannoli vi sono arrivati comunque”, ha aggiunto scherzando, suscitando sorrisi e trasmettendo un clima di sincera vicinanza.
In un intervento particolarmente sentito, monsignor Russotto ha denunciato le difficoltà strutturali e organizzative dell’istituto: “Voi siete domiciliati qui e lo Stato deve fare di più. Non è possibile essere stipati in condizioni che non sono da uomini civili. Questa è una struttura secolare che ha bisogno di interventi. Occorre più personale, anche educativo”.
Ha poi espresso rammarico per la mancata autorizzazione alla partecipazione di due detenuti al Giubileo a Roma: “Un’ingiustizia che non deve più accadere”. Ringraziamenti, invece, alla dirigenza del carcere per consentire ogni anno, il Giovedì Santo, la partecipazione di due detenuti alla Messa. “Cari amici, noi siamo sempre vicini a voi. Approfittate di questo tempo, non lasciatevi andare - ha proseguito -. Un detenuto mi ha detto: “Sono entrato buono, qui sto diventando cattivo”. Comprendo cosa significhi vivere il Natale qui, lontano dai figli, dalle mamme, dalle mogli. Il bambino che nasce a Natale deve risvegliarsi in ognuno di voi. La vita è bella, va vissuta. Rallegratevi e gioite: non siete soli”.
Alla celebrazione erano presenti anche numerose autorità locali, tra cui la direttrice del carcere Giulia Gelsomino, il comandante Marcello Matrascia, il responsabile dell’area trattamentale Stefano Graffagnino, il prefetto Donatella Licia Messina, il magistrato di sorveglianza Walter Carlisi, il deputato regionale Michele Mancuso e il presidente del Movi Filippo Maritato.
“Un onore essere qui - ha dichiarato la direttrice Giulia Gelsomino - per questo momento di raccoglimento e riflessione. Una luce che dona responsabilità condivisa e una pace intesa come rispetto delle regole. Un’occasione importante di consapevolezza”. La Messa di Natale si è così confermata un momento di profonda vicinanza e riflessione, capace di portare un messaggio di speranza e rinnovamento anche in un luogo segnato dalla privazione della libertà.










