di Maurizio Artale*
Ristretti Orizzonti, 27 gennaio 2021
Stefano oggi ha 64 anni. Il suo non è un nome di fantasia. Il suo è il nome di battesimo. Non si è mai voluto nascondere e non si è mai fatto sconti. Ha attraversato interamente la sua pena: nel 1990 la Corte d'Assise d'Appello di Torino lo condanna all'ergastolo ostativo: fine pena mai.
Sono trascorsi 14 mila e 600 giorni da quella data, dal giorno della sua condanna all'ergastolo per omicidio a causa di una rapina finita in tragedia.
La psicologa del Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato a Brancaccio dal Beato Giuseppe Puglisi, conobbe il Sig. Stefano a Palermo, 30 anni dopo quella condanna, in occasione di un Progetto di Inclusione Sociale denominato "Second Life", un progetto di orientamento lavorativo e sociale che a partire dal titolo rimandava proprio ad una seconda chance. E lui, Stefano, detenuto "modello", che in carcere aveva preso il diploma di ebanista, partecipando a decine e decine di corsi, durante quel colloquio disse: "Dott.ssa, ma quale "Second Life"?! io sono marchiato, non perché sono un detenuto, ma perché sono un ergastolano con un marchio scritto addosso: su di me c'è scritto "fine pena mai". Lei lo sa, dott.ssa, che vuol dire MAI?"
E da quel giorno, circa 10 anni fa, Stefano ha ricevuto in consegna un mazzo di chiavi: le chiavi dei sogni di un piccolo prete di periferia, un prete che lui non ebbe mai modo di conoscere personalmente. Eppure, i volontari del Centro da lui fondato consegnarono a Stefano proprio un mazzo di chiavi: chiavi che aprono e chiudono campi sportivi, stanze per i colloqui psicologici o per la consulenza legale, chiavi che custodiscono beni di prima necessità per i più bisognosi, chiavi che aprono le porte del futuro ai giovani in cerca di un titolo di studio, di una ambizione da coltivare.
E così, come accade a volte, il destino inverte le parti. Stefano, da un giorno all'altro, si trova dall'altra parte: lui, si proprio lui, è diventato per i ragazzi di Brancaccio il custode. Potremmo dire che per quasi 10 anni Stefano è stato "l'agente per la sicurezza" al Centro Polivalente Sportivo, al Centro Aggregativo minori e adolescenti, al Pronto Soccorso Sociale. Le sue funzioni principali sono state infatti quelle di garantire l'ordine e la sicurezza all'interno delle numerose sedi del Centro, partecipando al contempo a tutte le attività, osservando i ragazzi ed impegnandosi, a suo modo, per la loro crescita ed educazione.
Racconta spesso ai giovani di non aver visto crescere né i suoi figli, né i suoi nipoti. Eppure i ragazzi di Brancaccio si fidano di lui, ascoltano i suoi consigli. Stefano non ha cancellato nulla: descrive la sua vicenda umana e parla di una vita durissima. Questa storia lui la percorre passo dopo passo, e forte di questo dice ai ragazzi di non cercare i soldi facili, di non perdersi. Ripete loro di doversi creare un futuro. Lui, si lui, Stefano parla del tempo, parla di futuro...proprio lui che da 40 anni porta incisa addosso la parola MAI.
A dicembre 2020 Stefano riceve un altro mazzo di chiavi: l'art. 176 comma terzo del Codice Penale stabilisce che Stefano può essere ammesso alla liberazione condizionale: saranno i frutti di un percorso personale di ravvedimento, segnato dalla crescita, ma sarà anche il frutto dell'incontro, negli ultimi 10 anni, con il volto del martire attraverso i volontari ed operatori che ne hanno continuato l'opera a Brancaccio di cui lo stesso Stefano ha pitturato i contorni.
A lui Stefano dedica la sua scarcerazione condizionale ed è per questo che tiene, nel suo portafoglio, la sua immagine come si usa fare a Palermo con un caro defunto o con un santo.
A questo punto, adesso, con questa ennesima chance, mentre Stefano dorme a casa con la sua famiglia, una serratura è ancora chiusa. È questa la sua pena eterna, quella umana, dice Stefano, non quella della legge: "poter chiedere perdono ai familiari della persona che non c'è più a causa mia. È questa la mia fine pena mai. Fin quando non si realizzerà questo incontro il mio cuore non si darà pace".
*Presidente Centro di Accoglienza Padre Nostro










