di Eugenia Nicolosi
La Repubblica, 10 luglio 2026
Ucciardone, l’allarme del garante per i detenuti: “Una situazione drammatica”. Ventilatori e frigoriferi vietati, sovraffollamento e ondate di calore: una combinazione micidiale per la popolazione carceraria dell’Isola che ammonta a 7.146 persone a fronte di 5.680 posti: il tasso di sovraffollamento è del 125,8%. “All’Ucciardone, rispetto ad una capienza di 567 posti, gli ospiti sono 610”, fa sapere il Garante dei diritti dei detenuti di Palermo Pino Apprendi. “È una situazione drammatica: le disposizioni recenti vietano i ventilatori nelle celle, che già sono anguste e nelle quali i tre metri per persona non sono mai rispettati. Stanno pensando di vietare anche i frigoriferi e la situazione rischia di diventare ingestibile”.
Che “Questa estate rovente è una seconda pena per le persone nelle carceri”, lo dice anche il portavoce della Conferenza nazionale dei garanti Samuele Ciambriello, che ha chiesto al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria l’adozione di misure straordinarie e immediate per fronteggiare le temperature. “Ci sono detenuti che fanno l’ora d’aria quasi nudi a causa delle alte temperature”. Tra le richieste, anche la rimodulazione degli orari dell’ora d’aria: “È incomprensibile che il secondo gruppo esca dalle 13 alle 15”. Servono anche punti idrici, nebulizzatori e aree d’ombra nei cortili come pure la realizzazione di spazi all’aperto per i colloqui, dove mancano. Per far fronte all’emergenza il Ministero della Giustizia ha chiesto alle direzioni di tutti gli istituti una ricognizione delle esigenze di spesa per la refrigerazione.
“La situazione è ovviamente critica” dice Alessio Scandurra dell’associazione Antigone. Intanto perché “In estate molte attività sono sospese e i detenuti passano in cella molto più tempo che in altri periodi” e poi perché “il caldo è un tema critico per le persone con problemi di salute mentale, che in carcere sono tante: alte temperature e sbalzi termici impattano sia sulle patologie che sugli effetti collaterali degli psicofarmaci. Perfino fuori i servizi psichiatrici hanno molti più accessi durante i mesi caldi, si può immaginare come tutto questo sia difficile da gestire in carcere”. E le criticità emergono dalle visite della stessa associazione: ad Agrigento mancano gli impianti di climatizzazione, al Pagliarelli di Palermo le finestre di aerazione sono di piccole, a Catania Piazza Lanza manca un’area verde e “ospita 484 persone su una capienza di 279 posti, alcune celle contano fino a sette detenuti”.
“Ci aspetta un’estate infuocata e le conseguenze saranno tremende - commenta ancora Apprendi - Quando dicono che le carceri sono un vero e proprio infermo è vero. Già si sono registrati casi di malori ma è chiaro che, laddove c’è sovraffollamento c’è anche nervosismo e tutto questo ricade sul personale di polizia penitenziaria, che è sempre più sotto organico”. Infatti anche le sigle sindacali locali della Polizia penitenziaria chiedono interventi, viste le “eccezionali condizioni climatiche”, con una nota congiunta di OSAPP, UIL PA Polizia Penitenziaria, USPP e FNS CIS. Sollecitano le direzioni ad adottare misure urgenti per ridurre lo stress termico, come la distribuzione di acqua potabile fresca, l’utilizzo degli impianti di climatizzazione e di ventilazione e la rimodulazione delle attività nelle ore calde.










