di Giusi Spica
La Repubblica, 17 agosto 2024
Nel giorno più caldo della stagione, la temperatura dentro le celle sfiora i 38 gradi centigradi. L’aria è irrespirabile, si fa fatica persino ad asciugarsi il sudore. I 130 ventilatori nuovi di zecca, donati alla vigilia di Ferragosto dai deputati regionali Valentina Chinnici e Ismaele La Vardera per i detenuti dell’Ucciardone, sono ancora impacchettati. “Non li possono distribuire per ragioni di sicurezza. Bisogna prima rimuovere i piedi”, allarga le braccia Donatella Corleo, consigliere generale dei Radicali che alla testa di una delegazione del partito ha visitato il carcere il 14 agosto. È stata la prima tappa di un tour negli istituti di pena siciliani che andrà avanti per tutto il mese. Una discesa nei gironi infernali in cui sono rinchiusi migliaia di condannati, stipati come sardine in celle in cui i tre metri quadrati di spazio vitale imposti dalla normativa sono un miraggio.
Succede anche ai minori rinchiusi al Malaspina a Palermo. “Al momento - racconta Corleo che ieri ha visitato l’istituto minorile - ci sono 29 ragazzi tra 15 e 22 anni. In teoria la struttura può ospitarne una quarantina ma tre celle sono ancora inagibili per l’incendio che è scoppiato a dicembre durante una rivolta”. La tensione resta altissima, tanto che la settimana scorsa due ragazzi chiusi nella stessa cella sono stati separati dopo una lite. Gli episodi di bullismo sono all’ordine del giorno: “Un giovane detenuto di 19 anni è stato isolato per sottrarlo ai soprusi degli altri”, spiegano i delegati radicali.
I ragazzi hanno finalmente a disposizione una piscina da 25 metri, rimessa in funzione dopo anni di stop e mancata manutenzione. Ma possono andarci solo due volte alla settimana, suddivisi in due turni. “Gli educatori, gli allenatori e gli operatori del carcere fanno tantissimi sacrifici per seguirli, ma sono troppo pochi”, continua Corleo. Nelle celle il caldo è asfissiante. I giovani condannati hanno qualche ventilatore da tavolo e attendono l’arrivo dei condizionatori, acquistati ma non ancora installati. E probabilmente lo saranno solo alla fine della stagione estiva.
La situazione più esplosiva resta nelle carceri per gli adulti. Al Pagliarelli la delegazione dei radicali è arrivata il giorno di Ferragosto. Hanno visitato subito l’ala “Libeccio destro”. Quella più “bollente”, non solo per le alte temperature. “A metà luglio - spiegano i rappresentanti del partito fondato da Marco Pannella e Emma Bonino - è arrivato un provvedimento del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria, ndr) che imponeva di istituire subito una sezione per i condannati in via definitiva con pene superiori ai cinque anni, da inserire in percorsi lavorativi. Sono stati trasferiti al Pagliarelli anche da altre carceri. La situazione è ingovernabile. I carcerati vogliono lavorare ma non possono perché sono troppi”.
Nelle celle convivono fino a tre persone. “La sentenza Torreggiani sui limiti minimi di terreno calpestabile per ogni detenuto non viene rispettata”, dice Corleo che da vent’anni conduce ispezioni periodiche nelle carceri siciliane. All’Ucciardone i radicali hanno visitato il girone dei “dannati”, i detenuti violenti e psichiatrici. “C’è gente malata che in carcere non ci dovrebbe nemmeno stare e i medici scarseggiano”, sbottano i radicali. Anche chi sta bene, qui dentro, rischia di impazzire. “Non solo i detenuti, ma pure chi ci lavora”, insiste Corleo, ricordando quante guardie penitenziarie si sono suicidate o hanno tentato di farlo.
Una bomba a orologeria che rischia di esplodere in ogni momento, non solo al di qua dello Stretto, come accaduto in queste ore nel carcere di Torino dove una rivolta ha portato al ferimento di 6 agenti, o a Pavia dove un detenuto si è tolto la vita il giorno di Ferragosto. Tanto che i radicali hanno annunciato l’intenzione di denunciare il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Alla vigilia di ferragosto, davanti all’Ucciardone c’erano anche i militanti del comitato “Esistono i diritti” assieme al garante comunale dei detenuti Pino Apprendi. “Durante il sit-in - racconta Apprendi - è arrivata un’ambulanza per trasportare in ospedale un detenuto che era in sciopero della fame da parecchi giorni”. Le forme di resistenza passiva per chiedere condizioni di vita più dignitose sono sempre più frequenti tra i detenuti.
“L’Ucciardone e il Pagliarelli - dice Corleo - sono il simbolo delle strutture penitenziarie che soffrono di gravi carenze strutturali e di personale”. I radicali non si arrendono. Lunedì faranno tappa a Catania, prima al carcere per adulti Bicocca, poi all’istituto minorile. Il giorno dopo sarà la volta del penitenziario di Augusta, mentre il 27 agosto ci si sposta a quello di Favignana visaitato nei giorni scorsi anche dal presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri. Si attende ancora l’autorizzazione per entrare il 23 agosto al carcere di Trapani, “una delle strutture più critiche”, sottolineano i radicali. Un carcere recentemente alla ribalta per l’appello lanciato dalla famiglia di un detenuto che sta rischiando di perdere una gamba per un’infezione non adeguatamente curata dopo un intervento chirurgico. Costretto a condividere la cella con altri, nonostante le condizioni di salute. Il caso è anche stato segnalato dal garante regionale dei detenuti. Ma - si sa - gli invisibili non fanno rumore. Soprattutto a ferragosto.










