di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 24 settembre 2025
A riconoscere lo Stato palestinese dovrebbe essere proprio un governo (quello guidato da Giorgia Meloni) al quale i suoi oppositori rimproverano ogni giorno le remote ascendenze con quel regime che varò le leggi razziali. Come fa presto a svanire la memoria storica. Come fa presto a svanire la memoria storica di un Paese, dei suoi rappresentanti politici e dei suoi cittadini, dei suoi intellettuali e dei suoi talk show televisivi. Per anni ed anni la promulgazione nel 1938 delle leggi razziali decretate dal fascismo, complice la monarchia sabauda e testimone silenziosa la Chiesa cattolica, è stata ricordata in tutti i modi e in tutte le occasioni dalla democrazia italiana. Naturalmente con la dovuta enfasi di deprecazione, di colpa e di vergogna per il silenzio pressoché unanime con cui quelle leggi furono allora accolte dalla nostra opinione pubblica.
Eppure oggi nessuno sembra pensare che quanto accaduto ottanta anni fa ha forse acceso un debito dell’Italia verso qualunque cosa riguardi il popolo ebraico che non è giusto e possibile dimenticare né è facile estinguere. Eppure, qui ed ora nessuno, di fronte al fatto che oggi solo il nostro Paese e la Germania non partecipano all’attuale corsa generale al riconoscimento dello Stato di Palestina, nessuno sembra attraversato dall’idea che una ragione c’è - neppure consapevole, forse, ma una di quei moti dell’animo che misteriosamente trattengono gli uomini dall’irreparabile - una ragione non dicibile ma che ha un peso morale più vincolante, più ultimativo, di qualsivoglia convenienza politica.
E tanto meno qualcuno si ferma un istante a riflettere che a compiere il tanto auspicato riconoscimento dovrebbe essere proprio un governo al quale i suoi oppositori rimproverano ogni giorno le remote ascendenze precisamente con quel regime che varò le leggi razziali di cui sopra. E proprio un tale governo dovrebbe compiere un gesto che certamente la comunità ebraica del nostro Paese avvertirebbe come un colpo durissimo ai suoi più intimi sentimenti? Non mi stupisco che la giovane donna che lo guida senta il peso che la storia sta mettendo sulle sue spalle e non immemore esiti, esiti giustamente, a dare il suo assenso.









