di Emilio Pucci
Il Messaggero, 11 dicembre 2019
Nonostante le rassicurazioni di Bonafede resta alta la tensione. Anche i renziani in trincea. "Se si intende rinviare la riforma Orlando sulle intercettazioni, allora occorre rinviare anche l'entrata in vigore della riforma Bonafede sulla prescrizione".
La posizione del Pd resta sempre la stessa: è vero che il clima con M5S è migliorato dopo il chiarimento fornito due giorni fa da Bonafede ai dem sul tentativo di posticipare nel dl Mille Proroghe di 6 mesi le nuove norme sulle intercettazioni, ma nel merito l'accordo sul tema giustizia è ancora in alto mare.
Questa mattina dovrebbe esserci un'altra riunione degli sherpa del Nazareno a Montecitorio. E verrà deciso se e come approntare una proposta di legge da presentare in Commissione per accompagnare l'entrata in vigore della riforma della prescrizione con delle norme a garanzia sulla durata ragionevole dei processi.
Oggi al question time alla Camera il Guardasigilli sarà chiamato a rispondere degli attriti sorti nella maggioranza in queste settimane. Sarà l'azzurro Costa, autore del ddl che punta a stoppare le misure contenute nel dl Spezza-corrotti, ad incalzare in Aula il responsabile di via Arenula. A chiedere se il governo è compatto e perché non è stata ancora tirata fuori dal cassetto la riforma del processo penale. Il Pd cerca ancora un'intesa, vorrebbe che Bonafede accogliesse nel testo le richieste avanzate da tempo.
"Altrimenti - continuano a dire i dem - faremo da soli". Dunque il terreno non è stato ancora sminato e pure sul tema delle intercettazioni non è ancora chiaro come il ministro della Giustizia intenda procedere sull'onda dell'allarme delle procure. Perché l'apertura al confronto, anche attraverso un decreto, è stata apprezzata ma nei fatti il Pd si aspetta che si proceda in una logica di pacchetto. Ovvero affrontando tutti i nodi sul tavolo.
La richiesta ufficiale di una proroga non verrebbe accettata. In ogni caso il segretario dem Zingaretti ha ribadito ai suoi di essere fiducioso, anche perché ha la sponda del premier Conte sulla necessità di apportare dei "correttivi" alla riforma della prescrizione.
"L'importante è che si sia deciso di trovare una soluzione", afferma il dem Verini. Tuttavia nel gruppo l'agitazione cresce e pure i renziani sono sul piede di guerra. E domani in Commissione Giustizia interverrà l'ex presidente dell'Anac Cantone.










