di Francesco Maria Storino
Gazzetta del Sud, 2 novembre 2026
Situazione al collasso con 244 reclusi a fronte di una capienza di 181 posti e una grave carenza di personale. Problemi strutturali, carenza di personale, eccessivo numero di reclusi con problemi psichiatrici e assenza di apposite sezioni dedicate. La Casa circondariale di Paola si sta trovando a fronteggiare non soltanto i numeri legati ai suicidi ma anche il problema delle misure che sarebbe necessario adottare all’interno della struttura per prevenire atti autolesionisti. A togliersi la vita il 28 ottobre è stato un uomo di 63 anni che sarebbe stato - secondo le prime informazioni - trovato impiccato nella sua cella. A nulla sono valsi i tentativi di soccorso prima da parte degli agenti della polizia penitenziaria e poi dei sanitari giunti sul posto.
I casi dei suicidi in carcere sono al centro di una problematica che affonda le sue radici nel tempo e che era stata sollevata a suo tempo e in più occasioni dal Sappe. Innanzitutto a fine 2024, poi a seguire si era aggiunta anche la Fns-Cisl che aveva denunciato le difficoltà operative ad operare in determinate condizioni del personale della struttura. Ma era stata l’associazione Antigone (per i diritti e le garanzie del sistema penale) nello scorso mese di luglio ad aveva segnalato tra l’altro anche lo stato di degrado strutturale che incide in modo diretto sulla qualità della vita all’interno dell’istituto di pena.









