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di Francesco Frangella

marsilinotizie.it, 11 maggio 2022

“Riabilitazione” forse non è un termine appropriato per descrivere quanto è stato presentato ieri a Badia, antico complesso nella periferia meridionale di Paola, dove è stata messa in atto un’ulteriore iniziativa volta ad accorciare le distanze tra chi è soggetto ad un regime di detenzione e la società civile.

Non è il termine appropriato perché le “abilità” per poter contribuire alla vita comune, i detenuti impiegati nel Progetto, hanno dimostrato di non averle mai perdute, proponendosi come volontari per una serie di lavori di cui la coltivazione dei terreni e la creazione di percorsi interni all’antico borgo di Badia, sono solo l’apice.

Infatti, per un numero di dieci unità, le persone recluse presso la struttura amministrata dalla dottoressa Emilia Boccagna, stanno contribuendo alla pulizia e alla manutenzione di varie zone di Paola, tra le quali - oltre al sito religioso e monumentale di Deuda - anche il Santuario Regionale di San Francesco e il litorale, con la spiaggia come priorità.

Pertanto, più che di “riabilitazione”, sarebbe opportuno parlare di “reintegrazione”, grado già più avanzato che si colloca ad un passo dal “reinserimento”, dove poi - almeno sul piano sociale - dovrebbe sfumare ogni traccia dell’errore commesso.

Consapevoli dell’opportunità offerta dalla sinergia tra istituzioni e associazioni (su tutte il Centro Sociale “P.G. Frassati” e l’Antico “Borgo di Badia”), i detenuti della Casa Circondariale di Paola stanno partecipando con entusiasmo a varie progettualità, dimostrando il desiderio e la voglia di contribuire all’interesse collettivo, prendendosi anche cura delle categorie svantaggiate, cui sarà riservata gran parte del raccolto realizzato presso i campi coltivati a Badia.

Tra un percorso “aromatico” e una visita alle arnie per l’allevamento delle api (da cui è già stato ricavato il miele), tra un assaggio di fave a “centimetro zero” e una chiacchiera con chi ha sudato per realizzare l’opera, la mattinata trascorsa ieri a Badia ha svelato l’efficacia della sinergia in atto tra istituzioni, enti locali, associazioni e, soprattutto, persone.